Serie A Tim 2018/2019 - SOLO LA SERIE A

Home Page
Vai ai contenuti

Serie A Tim 2018/2019

Stagione 2018/2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2018-2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2018-2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2018-2019

ACQUISTATE SU:

INFORMATICA NUSCANA.IT
VENDITA E ASSISTENZA IN TUTTA EUROPA



IL RECUPERO DI SERIE A

Lazio-Udinese 2-0: Caicedo e un autogol bastano ad Inzaghi
Sblocca l'ecuadoriano su assist di Immobile, il raddoppio è di Sandro nella propria porta. Decisivo anche Strakosha che para un rigore a De Paul



ROMA - Il gol di Caicedo e l'autorete di Sandro bastano alla Lazio per archiviare il recupero con l'Udinese già nel primo tempo. All'Olimpico finisce 2-0 grazie anche alla parata di Strakosha su De Paul che sbaglia dal dischetto. Vittoria che porta i biancocelesti a quota 52 punti, settimi in classifica dietro all'Atalanta e a -3 dal Milan quarto.

LE SCELTE - Con Luis Alberto squalificato e Correa non al meglio, Inzaghi opta per Parolo insieme a Leiva e Milinkovic in mediana e Caicedo in coppia con Immobile in avanti. Dietro la novità è Luiz Felipe, che vince il ballottaggio con Bastos e si piazza al centro della difesa con Acerbi sul centro-sinistra (per la prima volta in campionato). L'Udinese di Tudor cambia molto, si rivede Badu a centrocampo. In attacco, invece, solito tandem De Paul-Lasagna con Pussetto e Okaka in panchina.

LA SBLOCCA CAICEDO - Sotto gli occhi di 'Pippo' Inzaghi in tribuna la Lazio nelle prime battute della gara prova a forzare il fortino difensivo costruito dall'Udinese. Al 14' Immobile viene e Caicedo va, i due si trovano e il 'panterone' calcia trovando Musso attento sul primo palo. Gli ospiti ripartono in velocità, De Paul è fonte d'ispirazione. Al 20' proprio dai suoi piedi parte il cross per la testa di Badu, che gira colpendo la traversa. Un giro di lancette e la Lazio va in vantaggio: azione in fotocopia, ancora sinergia Immobile-Caicedo con l'ecuadoriano che buca Musso dopo il tocco del palo.
Alessandro Menghi
CDS

LE PARTITE DI DOMENICA

Chievo-Napoli 1-3: ancora rinviato lo scudetto Juve
Una doppietta di Koulibaly e un gol di Milik firmano il successo azzurro a Verona e la retrocessione in Serie B della squadra di Di Carlo



VERONA - La festa della Juve è ancora rinviata. La vittoria del Napoli a Verona posticipa di altri sei giorni l’appuntamento bianconero con l’ottavo scudetto consecutivo. Bisognerà aspettare sabato pomeriggio, quando alle 18 la squadra di Allegri sfiderà in casa la Fiorentina: come a Ferrara con la Spal basterà un punto per festeggiare.

IMPEGNO - Lo champagne resta in frigo perché il Napoli ha deciso di giocarsi con impegno la partita in casa del Chievo (retrocesso aritmeticamente in serie B dopo 11 anni), ritrovando un successo che mancava dalla partita con l’Olimpico con la Roma e le giuste motivazioni in vista del ritorno dei quarti di Europa League con l’Arsenal. Giovedì sera al San Paolo servirà un’impresa come quella di 30 anni fa, sempre nei quarti di Coppa Uefa: dopo l’andata persa 2-0 a Torino, la pazzesca rimonta con la Juve firmata da Maradona, Carnevale e Renica che lanciò gli azzurri di Maradona verso il trionfo di Stoccarda.

K2 - Ancelotti dalla sfida di Verona si aspettava delle risposte e le sue scelte di formazione lo hanno fatto capire subito (fra i titolari fuori solo Meret, Maksimovic e Allan e soprattutto tutti gli attaccanti in campo insieme). A caccia di una reazione anche la squadra, dopo il patto stretto nella riunione esclusivamente fra giocatori alla vigilia. Il risultato in campo si è visto, con la partita praticamente controllata dall’inizio alla fine, buon palleggio, discrete uscite, quasi nessuna sbavatura in difesa. A sbloccarla ci ha pensato nel primo tempo Koulibaly, con un colpo di testa su calcio d’angolo di Mertens. Potevano raddoppiare Zielinski, Chiriches, Mertens, Insigne e Callejon, ma la firma sul secondo gol l’ha messa a metà ripresa Milik, con un sinistro da fuori per timbrare il 20° gol stagionale, il 17° in campionato. Ha risparmiato minuti nel finale Ancelotti a Insigne, Fabian Ruiz e Callejon (in campo Allan, Younes e Verdi) prima di applaudire la prima doppietta in carriera di Koulibaly, abile a insaccare di prepotenza in mischia sugli sviluppi di un angolo. L’unico neo della serata azzurra il gol subito alla fine da Cesar (colpo di testa senza saltare su calcio d’angolo), l’ultima piccola gioia per il Chievo che saluta la Serie A.
CDS

Frosinone-Inter 1-3: decidono Nainggolan, Perisic e Vecino
I nerazzurri vincono e tengono a distanza il Milan. Inutile il gol di Cassata nella ripresa



Dopo il pari con l'Atalanta, l'Inter vince 3-1 a Frosinone e mantiene le distanze sul Milan quarto (60 contro 55 punti). Allo Stirpe sembra tutto facile per la squadra di Spalletti: alla fine del primo tempo è già 2-0, con le reti di Nainggolan e Perisic (su rigore). Nella ripresa, però, dopo un quarto d'ora a chiare tinte nerazzurre, il Frosinone trova il gol con Cassata e mette paura a Icardi e compagni. Con il passare del tempo l'Inter si ritrova e nel recupero segna anche il terzo gol con Vecino, riuscendo a portare a casa tre punti importanti per la lotta alla qualificazione in Champions.
Inter: Nainggolan, Perisic e Vecino regolano il Frosinone Inter: Nainggolan, Perisic e Vecino regolano il Frosinone

DOMINIO INTER - Spalletti sceglie Icardi titolare, con Lautaro in panchina. Dietro di lui Politano, Nainggolan e Perisic. Baroni punta sulla coppia d'attacco Ciofani-Pinamonti.
L'Inter dà subito l'impressione di voler chiudere la pratica il prima possibile. Dopo qualche tentativo fallito, sblocca il match al 20'. Ottima uscita della difesa dal pressing avversario, D'Ambrosio crossa trovando Nainggolan che salta tutto da solo e di testa non può sbagliare. I nerazzurri vanno subito alla ricerca del gol della sicurezza. E lo trovano al 37'. Chisbah trattiene Skriniar in area: l'arbitro Massa assegna il rigore. Sul dischetto non va Icardi ma Perisic. Tiro, gol e abbraccio proprio con l'attaccante argentino.

ORGOGLIO FROSINONE - La ripresa inizia con un'Inter in pieno dominio. Proprio questa sensazione di controllare senza problemi la partita fa calare l'attenzione dei nerazzurri: Cassata trova un tiro dal limite che Handanovic tocca ma non abbastanza per deviarlo fuori. Comincia un altro match: il Frosinone ci crede e comincia a mettere in difficoltà l'Inter, anche grazie all'entrata in campo di un attaccante, Ciano (al posto dell'autore del gol). La spinta dei padroni di casa piano piano si esaurisce e nel frattempo l'Inter ritrova anche il palleggio che le permette di chiudere senza rischiare più quasi nulla. Anzi, in pieno recupero arriva anche la rete di Vecino. Allo Stirpe finisce 3-1 per i nerazzurri.
CDS

Serie A: Quagliarella show, derby alla Sampdoria. Montella parte con un pari
A Marassi domina la squadra di Giampaolo che fa suo il derby grazie ai gol di Defrel e del capitano su rigore. La Fiorentina non passa al Franchi, il Bologna ringrazia Skorupski. Sassuolo e Parma si dividono la posta: gol annullato a Matri e rigore fallito da Ceravolo



ROMA - La Samp di Quagliarella (un gol e un assist) fa suo il derby e torna in corsa per l'Europa League, la Fiorentina di Montella costruisce tanto ma non riesce a segnare, Sassuolo e Parma si accontentano di un punticino a testa. E' questo in estrema sintesi il racconto del pomeriggio calcistisco in serie A. La sfida più attesa è il derby della Lanterna deciso da una zampata di Defrel in apertura e da un rigore trasformato da Quagliarella ad inizio ripresa. Per l'attaccante doriano è il gol che vale il primato solitario nella classifica marcatori. Brutta la prestazione del Genoa di Prandelli che chiude sotto nel risultato e negli uomini (rosso a Biraschi). In un Franchi freddo come non mai per lo sciopero del tifo, Montella comincia la sua nuova era in viola ma non va oltre lo 0-0 contro il Bologna a caccia di punti salvezza. E' Skorupski l'eroe del match con almeno tre interventi prodigiosi. Per la Fiorentina a referto anche un palo colpito da Muriel nel finale. Iò derby d'Emilia fra Sassuolo e Parma regala poche emozioni e tutte concentrate nel primo tempo: gol annullato per fuorigioco a Matri in apertura e rigore fallito da Ceravolo poco dopo la mezz'ora.

SAMPDORIA-GENOA
Spettacolo in un Marassi sold out per il derby della Lanterna. Sala vince il duello con Bereszynski per la titolarità della fascia destra. Caprari torna disponibile. Il Genoa con la difesa a tre con Pandev e Kouame in avanti e Veloso titolare in mezzo al campo. La tensione della stracittadina viene subito incenerita dall'inizio sprint della Sampdoria che dopo tre minuti è già avanti: Quagliarella sulla destra mette in area un pallone teso sul quale si avventa Defrel che sotto misura non fallisce l'appuntamento con il suo nono centro stagionale. L'1-0 permette alla Doria di indirizzare il match verso i binari preferiti. Il Genoa prova a reagire ma, agonismo a parte, non riesce praticamente mai ad impegnare Audero. L'unico tiro verso lo specchio della porta per gli ospiti è di Veloso in chiusura di tempo. E' la Samp invece ad andare vicina al raddoppio con lo scatenato Quagliarella che dopo un rimpallo vinto con Radu, si vede allontanare la palla sulla linea di porta da un intervento in extremis di Biraschi. L'inizio di ripresa è da incubo per gli uomini di Prandelli che subiscono subito il 2-0 della Samp. Biraschi tocca tocca ingenuamente il pallone con la mano in area per ostacolare Defrel: l'arbitro Calvarese assegna il rigore e sventola il rosso in faccia al difensore del Genoa. Sul dischetto va Quagliarella (di nuovo capocannoniere solitario) che non fallisce. Sotto di un uomo e di due reti, il Genoa tenta una timida reazione che però non riesce quasi mai a far tremare l'attenta retroguardia blucerchiata. Al 65' sono i padroni di casa a sfiorare il tris ma la conclusione di Ramirez viene deviata sulla traversa da un prodigioso Radu. Con il passare dei minuti la spinta del Genoa si affievolisce e gli innesti di Favilli e Sanabria non cambiano la storia di una match che la Samp vince con merito. Dopo due sconfitte di fila, Giampaolo (imbattuto nei sei match disputati con gli storici rivali) torna in piena corsa per l'Europa League. Per il Genoa di Prandelli la situazione in classifica adesso si fa pesante.

FIORENTINA-BOLOGNA
Dopo 4 anni, Montella torna a sedere sulla panchina della Fiorentina. Il grande ritorno non è però accompagnato da un clima favorevole con lo sciopero del tifo viola al Franchi. Mihajlovic sfida il suo passato e lo fa dall'altro di quattro vittorie negli ultimi cinque incontri. Nel 3-5-2 dell'aeroplanino spazio a Veretout con Chiesa largo a destra: in avanti Muriel e Simeone. Sinisa nel suo 4-3-3 piazza il tris d'assi in avanti con Palacio accanto a Orsolini e Sansone. Il primo tempo è caratterizzato da un grande agonismo ma da pochi periocoli da entrambe le parti. Un diagonale di Simeone viene ben bloccato da Skurupski a terra dopo dieci minuti. Dall'altra parte è Palacio a sfiorare il gol con una zampata in area viola fuori misura. Un po' meglio la ripresa con Skorupski che al 54' salva la baracca con una grande risposta su un tiro angolato di Chiesa. Dieci minuti dopo è ancora il numero uno del Bologna a trasformarsi in superman e neutralizzare una conclusione ravvicinata di Muriel. L'attaccante colombiano è ancora pericoloso all'80' con un destro a giro dal limite che si stampa sul palo. Proprio nel finale Lafont rischia la frittata uscendo a centrocampo su un lancio lungo della difesa emiliana: il portiere viola si fa perdonare recuperando il tempo per salvare sulla conclusione dai 30 metri di Orsolini. Nonostante il brivido finale corso e le occasioni da gol create, la nuova era Montella parte con un deludente pari interno che cancella le residue speranze di un possibile ritorno in corsa per l'Europa. Il Bologna ringrazia Skorupski e porta a casa un punto d'oro in ottica salvezza: l'Empoli terz'ultimo - impegnato domani nella difficile trasferta contro l'Atalanta - è ora distante tre lunghezze.

SASSUOLO-PARMA
Il derby d'Emilia vede due squadre a caccia di punti per una salvezza tranquilla. I neroverdi con Matri titolare e Babacar in panchina. A riposo anche Sensi. Dall'altro lato D'Aversa tiene fuori (inizialmente) Gervinho, in avanti Siligardi e Ceravolo con Kucka in appoggio. L'inizio è da urlo per i padroni di casa che dopo tre minuti segnano subito il gol del vantaggio: cross di Berardi dalla sinistra, Sepe devia malissimo, palla che arriva a Locatelli che colpisce Matri in modo decisivo. Il gol dell'attaccante è però annullato per fuorigioco dal Var. Dopo il brivido iniziale, il Parma si scuote e alla mezz'ora ha la grande chance per portarsi avanti: Bourabia stende Barillà in area del Sassuolo, l'arbitro Piccinini assegna il penalty dopo un lungo confronto con il Var. Sul dischetto va Ceravolo che però si fa ipnotizzare da uno strepitoso Consigli. Nella ripresa le emozioni scemano nonostante l'inserimento di Gervinho per Siligardi. Le due squadre si accontentano di un punto utile per restare nella tranquilla zona di centro classifica.
CDS

Serie A, Torino-Cagliari 1-1: Pavoletti risponde a Zaza
Partita divertente gra i granata e i sardi. Padroni di casa avanti con l'attaccante che poi si fa espellere ingenuamente. Pari di Pavoletti e altre due espulsioni nel finale: Luca Pellegrini e Barella. Per Mazzarri la zona Champions si allontana



ROMA - Un pari amaro che allontana i sogni Champions del Torino e amplifica il rammarico del popolo granata per due ingenui pareggi di fila che potrebbero pesare tantissimo in questo convulso finale di stagione. La squadra di Mazzarri non va oltre l'1-1 in casa contro il Cagliari. Fa tutto Zaza che prima segna il gol del vantaggio nella ripresa e poi si fa ingenuamente buttare fuori da Irrati per un incredibile gesto di reazione. Il Cagliari ringrazia e con Pavoletti (ancora in gol di testa) porta a casa un punto d'oro in ottica salvezza al termine di un match combattutissimo con tre espulsi (Pellegrini e Barella oltre a Zaza) e ben sette ammoniti.

PRIMO TEMPO - Con Belotti squalificato e Iago Falque fuori causa, il peso dell'attacco ricade tutto sulle spalle di Zaza. Il Cagliari, senza Cacciatore e Ceppitelli, si affida al duo Joao Pedro/Pavoletti. L'importanza della posta in palio si percepisce da subito: dopo tre minuti di gioco i nomi di Barella e Rincon figurano già nella lista degli ammoniti. La prima occasione è sarda con un colpo di testa di Joao Pedro al 6' troppo alto. Il Torino è vivo e risponde subito con una doppia chance Ansaldi-Baselli: in entrambe le circostanze è bravissimo Cragno ad opporsi. Le emozioni proseguono: passano dieci minuti e Ionita con un potente sinistro dal limite colpisce la traversa esterna. Dopo la prima, adrenalinica metà di tempo i ritmi inevitabilmente si abbassano. Baselli cerca un diagonale a lato di pochissimo, Pavoletti si accende con una fiammata alla mezz'ora ma sbaglia mira. In chiusura di tempo Mazzarri deve fare a meno di De Silvestri, costretto ad uscire per un violento colpo al naso dopo uno scontro con Klavan.

RIPRESA - Le emozioni proseguono anche nella ripresa. Meite di testa prova subito a spaventare l'attento Cragno, due minuti dopo è Pavoletti di testa a colpire fuori di un nulla. Al 52' arriva la prima svolta del match: Izzo dalla sinistra mette in area un cross teso sul quale si avventa Zaza che sotto misura non sbaglia. E' il primo guizzo dell'attaccante in una gara fin lì abbastanza anonima. E' il gol che accende il popolo granta e porta avanti Mazzarri, sempre più vicino alla quarta piazza in classifica. Peccato che a rovinare i piani ci pensi ancora Zaza. L'attaccante manda palesemente a quel paese Irrati dopo un fallo fischiatogli contro: l'arbitro non ha dubbi e gli sventola il rosso diretto. La clamorosa ingenuità del granata viene subito punita dal Cagliari che due minuti dopo trova il gol di Pavoletti di testa (tanto per cambiare): l'attaccante è bravissimo nell'anticipare Ola Aina e nello sfruttare al meglio un cross delizioso di Cigarini. Inizialmente l'1-1 viene annullato per presunto fuorigoco da Irrati ma il Var corregge l'errore e assegna il pari agli ospiti. La superiorità numerica dà fiducia al Cagliari che cerca il sorpasso: una conclusione di Birsa da fuori mette i brividi a Sirigu. Il vantaggio numerico sardo dura poco: all'82' è Luca Pellegrini a prendersi il doppio giallo per un ingenuo fallo a metà campo. L'assalto del Torino nel finale non porta al gol, nonostante la superiorità numerica dovuta al rosso di Barella in pieno recupero. La vittoria sfumata dai granata - dopo il pari del Tardini contro il Parma di una settimana fa - è un macigno sulla corsa alla zona Champions di Mazzarri, settimo in classifica: il Milan ora dista cinque lunghezze. Per il Cagliari è un pari d'oro che allontana ancora di più gli uomini di Maran dalla 'zona calda'.
CDS

Torna ai contenuti