Serie A Tim 2018/2019 - SOLO LA SERIE A

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Serie A Tim 2018/2019

Stagione 2018/2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2018-2019
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LE PARTITE DI MERCOLEDI

Serie A, Napoli-Bologna 3-2: doppio Milik e Mertens con dedica a Koulibaly
La squadra di Ancelotti riparte dopo il ko in casa dell'Inter e supera nel finale l'irriducibile squadra di Pippo Inzaghi mentre il San Paolo si schiera al fianco del senegalese, bersagliato dagli ululati razzisti e poi espulso nel match di San Siro



Emozioni sugli spalti e sul prato del San Paolo, dove il Napoli e il suo popolo si stringono attorno a Koulibaly dopo gli ululati razzisti di San Siro e l'espulsione arrivata nel finale del match rocambolescamente perso contro l'Inter. Prima l'immagine di Kalidou esibita con orgoglio da tutti i tifosi azzurri e poi la doppietta di Milik e la rete di Mertens che nell'ultima giornata di andata hanno piegato le resistenze di un irriducibile Bologna, capace di recuperare due volte lo svantaggio e salvare la panchina di un Pippo Inzaghi il cui destino resta incerto alla vigilia della lunga sosta invernale. Gli emiliani restano infatti terz'ultimi a tre lunghezze dall'Empoli, mentre gli azzurri mantengono a distanza di sicurezza l'Inter terza della classe (a -5) con la Juventus a fare sempre da lepre con 9 punti di vantaggio

LE SCELTE - Tre assenze pesanti per Ancelotti, che deve fare a meno dell'infortunato Hamsik (in infermeria con il lungodegente Chiriches) e degli squalificati Koulibaly e Insigne. Non poco, praticamente i tre leader di una squadra che viene così ridisegnata negli uomini ma non nello schema: è Zielinski a prendere il posto del capitano in mediana vicino ad Allan, mentre la fascia va sul braccio di Callejon; davanti al portiere Meret è invece Maksimovic a fare le veci del senegalese al fianco di Albiol, con Malcuit a destra e Ghoulam a sinistra a copertura di Verdi (al rientro come titolare dopo il lungo stop) con Mertens-Milik coppia d'attacco. Sull'altro fronte l'allievo Pippo Inzaghi, cresciuto alla corte milanista di 'Carlo Magno', ha tutti a disposizione e - rispetto al match perso con la Lazio - conferma il 3-5-2 ma rilancia Palacio in attacco con Santander. In cabina di regia tra Poli e Svamberg c'è Pulgar e non Nagy, mentre De Maio vince il ballottaggio con Calabresi nella difesa completata da Danilo e Helander e sulle fasce tocca a Mattiello e Dijks.

LA SBLOCCA MILIK - A partire meglio è il Bologna, che prova a sfruttare l'effetto sorpresa: al 4' incursione in area e tiro-cross di Poli, ma né Palacio né Santander riescono a deviare la palla che sfila così vicino al palo mentre tre minuti dopo è l'argentino a mancare lo specchio con il destro dal limite. Il Napoli inizia a scaldarsi come un diesel e prova ad affacciarsi in avanti all'11', con Verdi che ci prova di sinistro ma viene chiuso da Poli in scivolata. È comunque un segnale e al 15' la squadra di Ancelotti  rompe lo stallo: Mertens è murato due volte e la palla arriva sui piedi Milik, che a tu per tu con Skorupski non sbaglia. A imprigionare per due minuti la gioia del polacco e del San Paolo è però il Var, che chiama al monitor Calvarese: l'arbitro di Teramo riguarda l'azione, giudica giustamente involontario il tocco di braccio del belga sulla seconda conclusione rimpallata e al 17' indica il centrocampo. Il gol sciogle i padroni di casa e al 25' sale ancora in cattedra Mertens: fantastico il suo destro a giro ma Skorupski vola all'incrocio.

PARI SANTANDER - Il portiere esce male invece al 32' su corner e per poco non viene beffato dall'incornata di Milik, che 'spizza' la traversa dopo aver anticipato De Maio mentre subito dopo - ancora di testa - sbaglia di poco la mira su cross pennellato dal mancino di Verdi.  Gili azzurri sembrano consapevoli di poter colpire in ogni momento ma proprio per questo non si affannano ad alzare ritmo e intensità di gioco, complice un Bologna che pur sotto di un gol resta coperto in attesa dell'episodio buono. Quello che arriva al 38': punizione dalla destra calciata da Pulgar, Palacio prolunga e nel cuore dell'area si fa trovare pronto Santander che di testa la piazza alle spalle di Meret. Giusto il tempo di esultare per il gol del pari e poi il bomber paraguagio alza bandiera bianca per un problema muscolare che lo stava frenando già da qualche minuto: al suo posto a Falcinelli che prima del riposo manca di un soffio l'impatto sul velenoso cross di Dijks.

IL DÉJÀ-VÚ - Si va così al riposo sull'1-1 e dall'intervallo rientra in campo un Napoli subito determinato. E al 52' la diga del Bologna cede per la seconda volta: pennellata di Malcuit con l'esterno destro e stacco imperioso di Milik, che sovrasta Mattiello e fa doppietta portandosi a quota 10 gol in campionato. La reazione degli ospiti è immediata e spaventa Meret con i colpi di testa di Falcinelli e Palacio, entrambi fuorimisura ma campanelli di allarme per Ancelotti che interviene: fuori Verdi, a corto di minutaggio, dentro i muscoli di Fabian Ruiz (58'). La mossa sembra dare sostanza alla squadra azzurra ed è proprio lo spagnolo a caricare il sinistro di Milik, fermato con l'stinto e di piede da Skorupski al 67'. Un minuto dopo arriva anche il momento di Mario Rui, che rileva un Ghoulam ancora lontano dalla sua versione migliore, e Pippo Inzaghi risponde con Nagy al posto di Svanberg (71') ma il Napoli ora sembra concentrato e in pieno controllo del match. E va vicino al tris con una bella combinazione tra Milik e Mertens, che ci prova in mezza girata dopo la sponda del compagno ma trova la deviazione di Helander.

CI PENSA CIRO - Al 79' ultimo cambio del Bologna, che getta nella mischia Orsolini (fuori Poli) e due minuti dopo - come nel primo tempo - a sorpresa torna a galla sfruttando un calcio da fermo: la battuta è affidata ai piedi del solito Pulgar ma stavolta è Danilo a volare più in alto di tutti e battere di testa Meret. Tutto da rifare per Ancelotti che richiama allora in panchina Callejon e per il finale si affida alla fantasia di Ounas, ma all'88' vede togliersi le castagne dal fuoco da Mertens che danza al limite dell'area e col destro sorprende un poco reattivo Skorupski andando poi a cercare la telecamera per gridare al mondo il nome di Koulibaly. La squadra di Pippo Inzaghi è però dura a morire e il finale è rovente: corner per i rossoblù e salvataggio di Mario Rui su Palacio, poi ripartenza azzurra con Fabian Ruiz fermato dal portiere ospite che si porta nell'area partenopea sull'ultimo calcio da fermo e lascia la porta sguarnita senza che Malcuit riesca però ad approfittarne in contropiede. L'ultima emozione è una parata di Meret su De Maio: finisce 3-2 con il San Paolo in festa per i tre punti da dedicare a Kalidou, che consentono di riportarsi a -9 dalla Juventus e lasciare ancora in vita a un campionato che al giro di boa poteva essere già chiuso.
Giuliano De Matteis
CDS

Milan-Spal 2-1: Higuain si sblocca e decide il match
I rossoneri vincono in rimonta: Castillejo risponde a Petagna, nella ripresa il gol del Pipita



Torna Higuain, riecco il Milan. Il Pipita si sblocca dopo più di 800 minuti e i rossoneri contro la Spal (2-1) ritrovano la vittoria dopo quattro partite (3 pareggi e una sconfitta).
Il match non inizia bene per la squadra di Gattuso, che subisce il gol di Petagna. Castillejo è bravo però a riportarlo subito in pari. Nella ripresa arriva la rete-liberazione di Higuain, che regala i tre punti ai suoi.  Grazie a questo successo, il Milan si porta a 31 punti, ad una sola lunghezza dalla Lazio quarta, in piena zona Champions. Gattuso può quindi tirare un sospiro di sollievo: la panchina (almeno per ora) è salva.

CASTILLEJO RISPONDE A PETAGNA - Gattuso preferisce la tecnica di Castillejo all'agonismo di Cutrone, Suso e Higuain completano l'attacco. La Spal risponde con Petagna-Antenucci. Il Milan sembra cominciare bene, ma al 13' Petagna scappa in contropiede, tira e trova la deviazione decisiva di Romagnoli che beffa Donnarumma. Tre minuti e i rossoneri sono di nuovo in corsa: il merito è di Castillejo che recupera un pallone in area e scarica un sinistro potente e preciso che non lascia scampo a Gomis. Il resto del tempo vede i padroni di casa costantemente all'attacco, ma poco concreti soprattutto nell'ultimo passaggio.

DECIDE IL PIPITA - La Spal nel secondo tempo si compatta ancora di più in difesa e il Milan fa una gran fatica a trovare spazi. Gattuso allora prova con un doppio cambio a dare la scossa: fuori Castillejo e Abate, dentro Cutrone e Calabria. Proprio da un cross del terzino, rifinito da Calhanoglu, arriva il gol di Higuain, che stoppa la palla e scarica con rabbia in porta. La Spal prova ad alzare il baricentro e mette paura al Milan con Petagna, ma soprattutto con Fares che trova un grandissimo Donnarumma sulla sua strada. Nel finale arriva anche l'espulsione per doppia ammonizione di Suso, che dovrà saltare la finale di Supercoppa.  
CDS

Empoli-Inter 0-1: lampo di Keita, Spalletti torna a vincere fuori casa dopo 2 mesi
10 punti nelle ultime 4 giornate del 2018 per i nerazzurri che condannano i toscani al quarto ko consecutivo



EMPOLI - Sempre più decisivo, anche quando non segna. Lautaro Martinez entra a metà ripresa e regala all'Inter quell'elettricità che nei primi 67' minuti era stata completamente assente. Il Toro scuote via il torpore ma a firmare il terzo successo nelle ultime 4 giornate dell'Inter è però Keita che con un gran gol al volo rinvigorisce la sua candidatura a una maglia da titolare nella seconda parte della stagione.

POCHE EMOZIONI - L'inizio di partita è scevro di emozioni. Le squadre sembrano scariche, senza idee e le difese non faticano ad imbrigliare gli attacchi. L'Empoli è costretto al primo cambio dopo 24': Zajc entra per l'infortunato La Gumina. Proprio il numero 6 genera il primo vero pericolo: sul corner pennellato da Pasqual, il suo colpo di testa sfiora la traversa. L'episodio sveglia l'Inter che costruisce l'unico tiro in porta della prima frazione: Politano  prova la botta di sinistro da fuori e viene fermato da Provedel. L'Empoli al 37' perde anche Pasqual: al suo posto dentro Antonelli.

ECCO IL NINJA - A inizio ripresa subito due grandi emozioni: dopo 20'' Handanovic salva su Zajc, innescato da Traore. Dopo poco l'Inter passa in vantaggio con Keita ma sul lancio di Borja Valero il guardalinee segnala la posizione di fuorigioco del senegalese. Gli episodi non variano il copione del match che continua compassato anche dopo l'ingresso di Nainggolan al posto di Vecino.

SCOSSA LAUTARO - Quando entra anche Lautaro Martinez al posto di Borja Valero invece i nerazzurri accelerano: al 70' il Toro viene illuminato dal servizio di De Vrij e tenta un tacco che non sorprende Provedel. E' il preludio del gol dell'Inter che sboccia al 72': cross di Vrsaljko da destra, Keita improvvisa una splendida girata al volo che bacia il palo e beffa il portiere. I padroni di casa provano a imbastire una reazione ma all'80' è Keita a strizzare l'occhio alla doppietta: gran sassata da fuori, Provedel è attento.

FINALE INTENSO - All'85' ci prova anche Icardi dopo un bello scambio con Nainggolan: il capitano nerazzurro non riesce ad angolare e la sola potenza non basta a sorprendere il numero 1 dell'Empoli. Dopo qualche secondo è la squadra toscana a ipotizzare il pareggio con una splendida azione personale di Zajc: sul suo tiro cross c'è una deviazione che fa scorrere un brivido sulla schiena di Spalletti. Dopo 2 mesi esatti Inter si sblocca in trasferta dove aveva raccolto solo 2 punti nelle ultime 4 gare. Per la squadra di Iachini invece è il 4° ko consecutivo ma la solidità della prestazione consente di guardare al 2019 con ottimismo.
CDS

Serie A, Parma-Roma 0-2: decidono i gol di Cristante e Under
I giallorossi ritrovano la vittoria in trasferta che mancava da quasi tre mesi: Di Francesco potrà trascorrere una sosta serena, per lanciare la rincorsa alla Champions nel girone di ritorno



Di Francesco può trascorrere una sosta serena. La Roma batte il Parma 2-0 con i gol di Cristante e Under e torna a vincere anche in trasferta. Una bella conferma dopo il 3-1 al Sassuolo nel boxing day. Era da ottobre che i giallorossi non conquistavano due vittorie consecutive in campionato (allora furono tre). Il tecnico giallorosso sta piano piano ritrovando anche le pedine fondamentali della squadra. Se a Parma Manolas ha dovuto abbandonare il match per infortunio, sono rientrati Dzeko dal 1', e Pellegrini nella ripresa. In panchina c'erano Perotti ed El Shaarawy. Insomma, l'emergenza sembra finita. Con questi sei punti conquistati in tre giorni, Di Francesco potrà lavorare con più serenità per lanciare la rincorsa alla Champions nel girone di ritorno. Quello di andata si è chiuso con la miseria di 30 punti tra troppi alti e bassi e troppi punti persi contro le piccole. Ma la corsa alla Champions è ancora tutta aperta, con la Lazio quarta a +2. I problemi non sono tutti risolti e si sono visti anche a Parma. Manovra bloccata e senza grandi spunti nel primo tempo in cui la Roma ha rischiato anche di andare sotto, poi nel secondo tempo la squadra è cresciuta e ha vinto meritatamente. Gervinho, il grande ex e il pericolo numero uno, è stato ben controllato dalla difesa che è finalmente riuscita a chiudere la gara con un clean sheet dopo ben 10 partite.

TORNANO I BIG - Di Francesco ritrova Dzeko dal 1'. Il bosniaco non era tra i titolari da quasi due mesi, e al Tardini non aveva mai giocato prima. La Roma sceglie il 4-2-3-1, modulo con cui ha fatto vedere le cose migliori in questa stagione. Il bosniaco è affiancato da Kluivert e Under, con Zaniolo dietro. Nel Parma con il tridente senza Inglese, a spaventare i giallorossi, inutile dirlo, è il grande ex Gervinho. La Roma fa subito possesso palla, ma non riesce quasi mai ad arrivare dalle parti di Sepe. Dzeko non è al top e fatica ad entrare in partita. Dagli esterni arrivano pochi spunti: Kluivert e Under fanno poco, Florenzi è bloccato da Biabiany e Kolarov mette dentro qualche cross, ma Dzeko non c'è. Il gioco del Parma è chiaro: difesa e palla lunga per Gervinho che quando parte in velocità mette in seria difficoltà i centrali Manolas e Fazio. L'occasione più grande nel primo tempo però, ce l'ha Siligardi che al 28' si trova tutto solo davanti a Olsen: il portiere giallorosso compie un miracolo per alzare il pallone sulla traversa. Al 38' Gervinho semina ancora il panico e si conquista una punizione pericolosa dal limite: il tiro di Stulac si infrange sulla barriera. Il primo tempo si chiude con la Roma che non tira praticamente mai in porta.

LA SBLOCCA CRISTANTE - Nella ripresa la Roma prova ad alzare un po' il ritmo, ma dopo un buon avvio continua a fare fatica. I giallorossi però riescono a sbloccare il risultato, al 59' ancora una volta con un calcio da fermo. Su calcio d'angolo Cristante salta più in alto di tutti, segnando il suo quarto gol con la maglia giallorossa, il terzo nel mese di dicembre. Poco dopo il vantaggio Manolas, che stava stringendo i denti dal primo tempo, alza bandiera bianca, mimando alla panchina uno strappo muscolare: al suo posto entra Juan Jesus. Sbloccato il risultato, con il Parma costretto a scoprirsi si apre qualche spazio in più per la Roma, che in avanti cambia marcia. Dzeko è pericoloso in un paio di occasioni, poi al 70' Under calcia di poco al lato da buona posizione. Al 74' Sepe respinge una punizione pericolosa dell'attaccante bosniaco in contropiede.

UNDER RADDOPPIA - Subito dopo Di Francesco lancia in campo Pellegrini al posto di Zaniolo. Un altro rientro importante per il tecnico della Roma, e si vede subito: il centrocampista dopo pochi secondi serve a Under il pallone per il 2-0. Nel finale Dzeko cerca il gol con insistenza prima di lasciare il posto a Schick. La Roma controlla, correndo come spesso le capita qualche rischio inutile, e porta a casa tre punti preziosi. Si ripartirà il 14, dalla gara di Coppa Italia con l'Entella all'Olimpico. La stagione della Roma sembrava già da buttare, invece si può ancora riprendere.
Valerio Minutiello
CDS

Serie A, la Lazio fermata in casa. Show di Ilicic, perla Giaccherini
I biancocelesti pareggiano col Torino, non basta Milinkovic. Lo sloveno dell'Atalanta ne fa 3, il Chievo vince di misura. Passa l'Udinese, 0-0 tra Genoa e Fiorentina



ROMA - Non annoiano le partite delle 15 per la 19esima giornata di Serie A, l'ultima del 2018. La Lazio pareggia in casa con il Torino e non riesce a dare seguito alle vittorie con Cagliari e Bologna. Il Chievo vince nello scontro salvezza col Frosinone, bellissima la rete di Giaccherini su punizione. L'unico 0-0 è tra Genoa e Fiorentina, valanga di gol invece in Sassuolo-Atalanta con un super Ilicic che trascina i nerazzurri verso il 6-2 finale. Infine, l'Udinese supera il Cagliari 2-0 con i rossoblù rimasti in dieci uomini.

LAZIO-TORINO 1-1 - Inzaghi li mette tutti dentro: Milinkovic, Correa, Luis Alberto e Immobile. E il gioco c'è, ma la prima occasione è del Toro al 16': traversa dell'ex De Silvestri su cross di Ansaldi. Risponde Immobile al 24', è provvidenziale Sirigu che d'istinto manda in corner. Poi, durante l'unico minuto di recupero, Irrati fischia un rigore per fallo di Luiz Felipe su Belotti, che il Gallo trasforma in gol. Nella ripresa spinge sin da subito la Lazio, rischiando qualcosa nelle ripartenze. Al 62' gli sforzi vengono ripagati: Milinkovic prende la mira e insacca il pallone all'incrocio dei pali. La Lazio ci crede, ma il Torino non molla e crea pericoli alla difesa biancoceleste. All'83' ancora De Silvestri colpisce il palo, sarebbe entrato il pallone con Strakosha inutilmente proteso in tuffo. All'85' Irrati punisce Marusic con il rosso diretto per un fallo giudicato troppo duro. La gara si incattivisce, l'arbitro è costretto a tirare fuori più di un cartellino. Arriva anche il rosso per Meité, reo di aver colpito Acerbi a gioco fermo. Il triplice fischio mette fine alla corrida, 1-1.

CHIEVO-FROSINONE 1-0 - Il solito Sergio Pellissier al 27' sbuca da calcio d'angolo e di testa manda in rete, ma il Var annulla per un fallo in attacco. Le due squadre ci provano, lo 0-0 regge fino alla fine del primo tempo. Al 58' l'episodio che indirizza la gara: Capuano viene espulso per un fallo su Depaoli e lascia il Frosinone in inferiorità numerica. Al 76' il vantaggio del Chievo con la perla su punizione di Giaccherini, che disegna un arco perfetto che termina la sua curva in fondo alla rete. Basta al Chievo per prendersi i tre punti.

GENOA-FIORENTINA 0-0 - Pronti, via e Simeone si divora il vantaggio da due passi. La Fiorentina crea decisamente di più, al 40' Mirallas colpisce il palo e un minuto dopo Radu è miracoloso su Edimilson. Il risultato non cambia, neppure quando Chiesa a colpo sicuro colpisce un altro legno. Genoa e Fiorentina si spartiscono la posta in palio e muovono appena la classifica.

SASSUOLO-ATALANTA 2-6 - Arriva il nono gol in 6 giornate di Duvan Zapata: al 19' anticipa tutti sulla punizione di Gomez e fa 1-0. Al 42' Zapata restituisce il favore al 'Papu' Gomez che di sinistro batte Consigli grazie anche alla deviazione di Magnani. Nella ripresa parte forte il Sassuolo e trova subito il pari con Duncan (50'): il tiro piega le mani di Berisha, imperfetto nella parata. Dura poco l'illusione neroverde, però, perché quattro minuti più tardi Mancini porta a tre le marcature nerazzurre. Finita? Neanche per sogno. Ancora Duncan riapre i conti sfruttando una deviazione di Palomino sul tiro. E si ripete il copione perché Ilicic, appena entrato, allunga nuovamente per l'Atalanta (74'). Lo sloveno poi si scatena: prima finalizza uno scambio stile calcetto (87'), poi in ripartenza infila Consigli dalla distanza (92'). Il tabellino pare quello di un match di tennis: 2-6 il finale.

UDINESE-CAGLIARI 2-0 - I padroni di casa passano al 39' con Pussetto che si inventa un gran gol: controllo di petto e sinistro al volo sul palo lungo, imprendibile per Cragno. Al 50' il Cagliari resta in dieci per l'espulsione di Ceppitelli che da dietro stende Pussetto. Ne approfitta l'Udinese: Valon Behrami scarica la botta da fuori e segna. Primo centro in questo campionato per lo svizzero. I rossoblù accusano il colpo e al 59' solo il miracolo di Cragno, che intercetta Lasagna dal dischetto, non peggiora la situazione. L'Udinese vince 2-0.
Alessandro Menghi
CDS

Juventus-Sampdoria 2-1: Ronaldo show, che doppietta!
CR7 apre e chiude la sfida allo Stadium, salendo a quota 14 in cima alla classifica dei capocannonieri. I blucerchiati trovano il momentaneo pareggio con Quagliarella su rigore



La Juve dei record batte 2-1 un'ottima Samp e chiude il girone d'andata a 53 punti. In proiezione può arrivare a 106, più dei 102 di Conte nel 2013/14: numeri da far paura anche in Europa. Nessuno nei principali campionati europei ha fatto meglio dei bianconeri. Allo Stadium, dopo il pareggio in casa dell'Atalanta, arrivava l'avversaria più difficile. La squadra di Giampaolo nelle ultime cinque gare è l'unica in serie A ad aver tenuto il passo della Juve: quattro vittorie e un pareggio. Nonostante la sconfitta, i blucerchiati hanno dimostrato di essere in forma e di poter essere una mina vagante per la Zona Champions. Una partita condita da numerosi episodi destinati a far discutere: due rigori, uno per parte, e un gol annullato alla Samp al 92'. Tutti rivisti al Var da Valeri.

SFIDA CR7-QUAGLIARELLA - Ronaldo vince l'affascinante duello tra ultratrentenni con Quagliarella, realizzando una doppietta (uno su rigore) che lo porta in cima alla classifica capocannonieri a quota 14 gol. Il portoghese colpisce anche un palo clamoroso: sarebbe stato un gol bellissimo. Quagliarella risponde con il gol del momentaneo pareggio su rigore e altre belle giocate, che però non bastano per evitare la sconfitta.

SZCZESNY KO, C'È PERIN - Nessuna novità in casa Juve, a parte il portiere. Szczesny ha un problema muscolare durante il riscaldamento, gioca Perin. Per il resto, la formazione è quella annunciata che prevede il ritorno tra i titolari di Cristiano Ronaldo in attacco con Dybala e Mandzukic. Giampaolo non si chiude, anzi risponde con il tridente formato da Caprari, Quagliarella e Ramirez.

SUBITO RONALDO SHOW - La partita la indirizza subito Ronaldo. Il riposo ha fatto bene a CR7, che dopo due minuti segna il gol dell'1-0 con un gol dei suoi. Rientro sul destro e diagonale preciso a grandissima velocità che si infila all'angolino grazie anche a un Audero non proprio super reattivo. La partenza sprint mette in difficoltà la Sampdoria, che nei primi 15' non riesce ad abbozzare una reazione ma si chiude in difesa. Il pressing dei bianconeri è asfissiante e il pubblico allo Stadium gradisce lo spettacolo. Al 24' Dybala sfiora il raddoppio con un tiro dal limite che esce di pochissimo.

PARI QUAGLIARELLA - La Sampdoria resiste, poi piano piano prende coraggio. Al 32' Emre Can tocca con un braccio in area: Valeri, dopo averlo rivisto al Var, assegna il rigore. Dal dischetto l'ex Quagliarella calcia forte e centrale e batte Perin. La Juventus si innervosisce e subisce l'iniziativa della Samp. Al 39' Perin è attento su una deviazione pericolosa di Ferrari. I bianconeri tornano pericolosi nel finale di primo tempo, con Mandzukic e Chiellini.

ANCORA CR7 - All'intervallo la Juventus si riorganizza e riparte forte, come nel primo tempo. Al 52' Audero si riscatta con una bella parata su tiro angolato di Matuidi. Ronaldo sale in cattedra ancora al 60' con un bolide da fuori che si stampa sul palo, dopo un tocco decisivo di un super Audero. Due minuti dopo Valeri assegna un rigore alla Juve, per un tocco di braccio di Ferrari, anche stavolta dopo aver rivisto l'episodio al Var. Dal dischetto Ronaldo imita Quagliarella: forte e centrale, Audero è battuto. E proprio Quagliarella prova a rispondere al 69' con una bella girata al volo che termina alta di poco. Sembra finita, la Juventus gestisce la partita tranquillamente: la Samp continua a correre ma è sempre più stanca. Allegri però non si fida e continua a chiedere attenzione come al solito. Nel secondo minuto di recupero la Samp segna un gol bellissimo con Saponara, che sfrutta un errore di Perin nel rinvio. Valeri però annulla con il Var per un fuorigioco di rientro di Saponara. È l'ultimo brivido, dopo nove minuti di recupero Allegri può rilassarsi: la sua Juve è da record.
Valerio Minutiello
CDS

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