Serie A Tim 2018/2019 - SOLO LA SERIE A

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Serie A Tim 2018/2019

Stagione 2018/2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2018-2019
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Napoli-Sassuolo 2-0: Ounas e Insigne piegano De Zerbi
Primo gol in Serie A per l'algerino, sesto in campionato per il talento di Frattamaggiore: gli uomini di Ancelotti tornano a -6 dalla Juventus



Napoli che vince si cambia, per continuare a farlo: è la legge di Ancelotti, è il mondo capovolto rispetto all'era sarrista, è una squadra che ora mostra la bellezza di tutti i petali della sua rosa. Il colore alla sera del San Paolo lo dona la tecnica di Ounas, la firma all'opera d'arte la mette ancora una volta Insigne: si piega il Sassuolo volitivo di De Zerbi - perché Berardi fuori per un tempo? - e si torna a sei punti dalla vetta con una gestione delle energie da tempo sconosciuta, condizione necessaria per sperare di arrivare in primavera a giocarsi titoli e trofei.

LA DECIMA DI ANCELOTTI - Ormai non sorprende la decima formazione diversa su dieci partite, quanto piuttosto l'assenza di Insigne dai titolari, finora inamovibile. E siccome non c'è neanche Hamsik, Raul Albiol capitano. De Zerbi replica tenendo fuori Berardi e Di Francesco, schierando un 3-4-3 con il doppio regista Locatelli-Magnanelli e Boga-Djuricic a sostegno di Boateng falso centravanti.

LAMPO OUNAS - Ritmi da Premier, una velocità che favorisce gli errori: quello di Ferrari su Zielinski permette al polacco di entrare in area e di concludere - bravo Consigli - mentre quello di Locatelli è letale: Ounas stoppa il pallone, salta Magnani con un pallonetto e di controbalzo spedisce di potenza in rete l'1-0, il suo primo gol in A, dopo soli tre minuti. Dominio azzurro, Mertens ci prova a ripetizione: tre conclusioni prima dello scoccare del quarto d'ora che non si trasformano nel raddoppio per bravura di Consigli e anche per imprecisione del belga, che poi aggiunge anche un tentativo da centrocampo senza esito.  

OCCASIONI ZIELINSKI-DJURICIC - Rog fa partire il contropiede rifinito da Verdi, Zielinski si fa ipnotizzare da Consigli in uscita disperata: Verdi ci prova direttamente da calcio d'angolo, la palla quasi accarezza l'incrocio. Alla mezz'ora contatto Hysaj-Marlon in area neroverde, l'arbitro lascia continuare, poi si vede il Sassuolo: Lirola perde il tempo della conclusione dopo aver dribblato Koulibaly in area, poi è Djuricic che impegna Ospina per la prima volta in partita. All'intervallo si arriva con i primi due ammoniti: Locatelli (già graziato su Rog sull'azione di Zielinski) e Diawara.

DENTRO BERARDI E INSIGNE - Bourabia e Berardi dentro per De Zerbi, restano fuori Boga e Locatelli. Malcuit innesca Ounas, bel taglio dell'algerino e destro sul primo palo di poco fuori: è la sua ultima azione, Ancelotti lo richiama tra gli applausi del San Paolo per inserire Insigne e cercare di chiudere una partita che resta pericolosamente aperta. Non è il solo cambio azzurro, dopo qualche minuto entra anche Allan per il già ammonito Diawara: meglio evitare altri casi alla Mario Rui a Torino.  

OSPINA LA BLINDA, LORENZO LA CHIUDE - Berardi entra in partita e quasi ci riporta il Sassuolo da solo: prima mette Djuricic solo davanti a Ospina, poi ci prova con il suo sinistro, con il colombiano lucido e attento in entrambi i casi. Babacar per Boateng, Callejon per Verdi, si oltrepassa il 70' e arriva il secondo gol: grande percussione di Hysaj e scarico per Insigne, controllo e destro a giro perfetto che scavalca Consigli e si infila morbido sotto la traversa. Sesto gol in campionato per il talento di Frattamaggiore - secondo solo a Piatek nella classifica marcatori - e 2-0 che non viene scalfito dai successivi tentativi di Berardi e Babacar, fermati ancora da un Ospina in serata Garella. Si chiude con il rosso a Rogerio, il giallo a Koulibaly (il quarto, è già in diffida) e la festa del San Paolo, roccaforte azzurra: cinque vittorie su cinque tra Serie A e Champions.
Vladimiro Cotugno
CDS

LE PARTITE DI DOMENICA

Spal-Inter 1-2: Icardi show, che doppietta!
Spalletti centra la sesta vittoria consecutiva tra campionato e Champions e si riprende il terzo posto, a due punti dal Napoli



ROMA - Spalletti centra la sesta vittoria consecutiva tra campionato e Champions e si riprende il terzo posto, a due punti dal Napoli. Dopo il PSV, l'Inter ha battuto per 2-1 un'ottima Spal a Ferrara grazie a un super Icardi, autore di una doppietta. È la striscia più lunga per il tecnico di Certaldo da quando è ad Appiano Gentile. I nerazzurri subiscono per lunghi tratti il gioco dei padroni di casa che hanno una marcia in più, anche perché non hanno le tossine della Champions sulle gambe, ma non crollano e portano la partita a casa forse grazie a quella mentalità tanto invocata da Spalletti. La squadra di Semplici gioca bene ma spreca troppo sotto porta, e nel primo tempo fallisce in malo modo anche un rigore con Antenucci. Così arriva la quarta sconfitta consecutiva, anche se immeritata.

KEITA TITOLARE - Spalletti in attacco lancia Keita a destra. L'ex di Lazio e Monaco è l'unico del reparto offensivo a non avere ancora segnato. A centrocampo spazio a Borja Valero con Vecino. Nainggolan a fare da trequartista/incursore dietro Icardi. La gara si gioca subito a ritmi altissimi. Il primo guizzo nerazzurro è di Nainggolan, che all'8' ci prova da fuori ma la palla finisce al lato.

SUBITO ICARDI - L'Inter comunque la sblocca presto con il solito Icardi che al 14' si avventa di testa su un cross basso di Vrsaljko dalla destra. Prima di entrare la palla sbatte sul braccio di Djourou: sarebbe stato rigore netto. La Spal reagisce subito: al 16' Handanovic compie un miracolo su Petagna. Un minuto dopo Miranda atterra Felipe in area, ma dal dischetto Antenucci calcia incredibilmente fuori con Handanovic immobile. E' il primo rigore sbagliato in serie A dall'attaccante che vantava uno score di 6 su 6. Scampato il pericolo l'Inter fallisce un paio di occasioni per raddoppiare con Keita e Vecino, poi allo scadere del primo tempo ancora Handanovic deve fare gli straordinari per evitare l'1-1.

PARI PALOSCHI - Nel secondo tempo la Spal spinge ancora di più sull'acceleratore e mette in difficoltà l'Inter. La squadra di Semplici però sbaglia sempre l'ultima scelta o il tiro in porta. I nerazzurri non riescono più a impensierire Gomis. Al 62' Petagna su calcio d'angolo sfrutta una dormita di Vrsaljko però sfiora l'incrocio a due passi dalla porta. Due minuti dopo è Lazzari a calciare fuori di pochissimo. L'Inter sembra alle corde e al 65' Semplici si gioca la carta Paloschi al posto di Antenucci. Spalletti inserisce Politano al posto di un deludente Keita. La mossa vincente è quella di Semplici, perchè al 73' Paloschi firma il meritato pareggio su assist di Fares deviato da Vrsaljko.

ANCORA MAURITO - Spalletti cala l'asso Lautaro Martinez, che entra al posto di Borja Valero. Il rinforzo in attacco dà i suoi frutti, perché libera un po' Icardi, che un minuto dopo viene pescato tutto solo in area da Icardi. Il bomber argentino è spietato e non sbaglia. Due tiri, due gol. Spalletti ringrazia, potrà passare una sosta in serenità.
Valerio Minutiello
CDS

Genoa-Parma 1-3, non basta Piatek: D'Aversa ribalta e sorpassa Ballardini
L'attaccante polacco segna il 9° gol ma Rigoni, Siligardi e Ceravolo firmano il quarto successo ducale negli ultimi 5 turni



GENOVA - Il Parma funziona al di là del nome degli interpreti. E’ questa la sentenza emessa dal Luigi Ferraris dove la neopromossa coglie contro il Genoa la quarta vittoria nelle ultime 5 partite nonostante le assenze pesanti di Gervinho e Inglese, rimpiazzati splendidamente da Ceravolo e Siligardi. Il primo tempo è un caleidoscopio di emozioni. Il Genoa mette in scena un illusorio dominio che sfocia nel vantaggio già al 5’: al primo pallone toccato Piatek si conferma ineluttabile e firma il 9° gol in 7 partite deviando di spalla il cross di Lazovic. Il polacco bacia il palo e imita Batistuta che nella stagione 94/95 andò sempre a segno nelle prime 7 giornate.

REAZIONE PARMA - Passano poco più di 10 minuti e l’ex Rigoni timbra il pareggio: sull’angolo battuto da destra da Siligardi, il numero 32 infila in porta approfittando dell’amnesia del portiere Radu. Al 20’ Sepe viene tradito da una zolla e in maniera goffa manda con la spalla sopra la traversa ma dopo 3 minuti è attentissimo nell’annullare la bordata di destro di Lazovic. Sull’angolo conseguente la fortuna volta le spalle a Piatek: il suo colpo di testa timbra ancora il palo interno, Sepe d’istinto allontana la minaccia dalla porta e la Goal Line Technology decreta che la palla per pochi millimetri non ha superato interamente la linea. Lo spavento riporta avanti il Parma che ribalta il copione del match con Siligardi: l’esterno raccoglie la palla sul lato corto destro dell’area, si accentra e con il diagonale deviato beffa Radu.

TRIS CERAVOLO - Il sorpasso è uno shock per il Genoa che s’inabissa subendo subito anche il terzo gol: Barillà dipinge il cross dalla trequarti per Ceravolo, lasciato completamente libero di colpire di testa dalla svagata difesa rossoblù. La reazione dei padroni casa non si fa attendere: al 35’ Criscito sbuca sul secondo palo e mette in rete ma l’arbitro annulla per la posizione di fuorigioco sull’assist di testa di Piatek.

VANO ASSEDIO - Ballardini opta per la rivoluzione nell’intervallo: dentro Favilli e Bessa per Medeiros e Hiljemark. La ripresa è di tutt'altro spessore: il Genoa cerca di pungere ma il Parma non fatica a sedare il ritmo della contesa. Lazovic prova subito a riaprire i giochi con un sinistro a giro non lontano dal bersaglio. Il Parma non sta a guardare e al 54’ Radu si fa perdonare l’errore in occasione dell’1-1 cancellando il tentativo di Ceravolo. L’assedio rossoblù è pressoché continuo ma non fioccano occasioni nitide: al 76’ sul cross di Criscito, Kouamé prova la conclusione al volo senza trovare precisione e potenza. All’80’ sale il volume della pericolosità ligure ma sul missile terra-aria di Bessa, Sepe respinge d’istinto. Il portiere ospite guadagna altri applausi all’82’ quando copre bene il suo palo di competenza disinnescando una conclusione violenta di Favilli da posizione defilata. Sono gli ultimi brividi che corrono sulla schiena del Parma che può alzare le braccia al cielo e festeggiare un trionfo che significa sorpasso in classifica e testimonia la profondità qualitativa della rosa ducale.
CDS

LE PARTITE DI SABATO

Serie A, Empoli-Roma 0-2: decidono Nzonzi e Dzeko
I giallorossi centrano la terza vittoria consecutiva in campionato, quarta considerando la Champions. Caputo sbaglia un rigore sullo 0-1



ROMA - La Roma ingrana la quarta. Con l'Empoli dell'ex Andreazzoli i giallorossi centrano la terza vittoria consecutiva in campionato che si somma a quella in Champions contro il Viktoria Plzen. La squadra di Di Francesco però al Castellani è meno bella rispetto alle ultime prestazioni sfoggiate nel derby e in Champions e rischia più del previsto. I padroni di casa nella ripresa vanno vicini al pareggio in più di un'occasione e soprattutto sparano alle stelle un rigore dubbio con Caputo.

DZEKO BOMBER RITROVATO - A togliere le castagne dal fuoco è Dzeko, il bomber ritrovato. Di Francesco aveva capito che doveva affidarsi a lui dopo la tripletta in Champions e il gol realizzato dal bosniaco all'85' gli ha dato ragione. È il secondo in campionato dopo quello alla prima con il Torino. Anche senza brillare, la Roma ha portato a casa altri tre punti che le permettono di salire momentaneamente al terzo posto in classifica, dietro Juventus e Napoli. Inoltre nelle ultime quattro partite ha subito solo il gol di Immobile nel derby, anche se con l'Empoli la difesa ha concesso troppo.

LUCA PELLEGRINI TITOLARE - Di Francesco ha trovato la strada giusta con il 4-2-3-1 e non cambia. De Rossi riesce a recuperare e parte titolare con Nzonzi. In difesa a sinistra, come annunciato c'è il debutto da titolare per Luca Pellegrini. In attacco il tecnico punta su Dzeko, dopo la tripletta contro il Viktoria Plzen in Champions. Confermato anche Lorenzo Pellegrini trequartista.

LA SBLOCCA NZONZI - La Roma mette paura all'Empoli dopo 4' con un gran tiro da fuori di Ünder deviato da Terracciano. Il turco è di nuovo pericoloso al 24' ma la sua conclusione stavolta è deviata da Dzeko. I giallorossi sono padroni del campo anche se non spingono troppo sull'acceleratore. E con il minimo sforzo passano in vantaggio al 36' con un colpo di testa di Nzonzi su un'altra punizione pennellata di Lorenzo Pellegrini, dopo quella per Fazio nel derby. È il terzo gol consecutivo segnato su palla inattiva dalla squadra di Di Francesco che comincia a far valere la sua fisicità. Prima rete con la maglia giallorossa per il centrocampista campione del mondo, che diventa il dodicesimo marcatore della Roma.

LA ROMA RISCHIA TROPPO - Nella ripresa si riparte senza cambi ed è di nuovo Ünder a spaventare subito Terracciano con un bel sinistro che esce di pochissimo dopo uno scambio con El Shaarawy. Stavolta però l'Empoli risponde quasi subito e lo fa sfruttando un'ingenuità di Luca Pellegrini che stende Krunic al limite dell'area e si prende il giallo. Sulla punizione di Bennacer la palla scheggia il palo esterno. Al 55' Mazzoleni assegna un rigore all'Empoli per un tocco di mano involontario ma con il braccio leggermente largo di Ünder e conferma la sua decisione dopo averlo rivisto al Var. Dal dischetto però Caputo calcia alto con il piattone, forse tradito da una zolla, divorandosi una chance enorme per pareggiare. Di Francesco fa il primo cambio, inserendo Florenzi al posto di Luca Pellegrini e spostando Santon a sinistra. Al 70' un altro pallone d'oro capita sui piedi di Caputo, che calcia alto davanti a Olsen e si dispera. La Roma ne esce ancora indenne, ma soffre molto più del previsto e soprattutto non riesce a creare più pericoli. Dopo un'altra occasione sprecata da Caputo, di Francesco ridisegna la squadra con il 3-5-2 e un doppio cambio: fuori Lorenzo Pellegrini e Ünder, dentro Cristante e Juan Jesus. Il cambio non migliora le cose, anzi. All'85' però in contropiede arriva la giocata del bomber Dzeko, che dopo i tre gol in Champions, interrompe il digiuno anche in campionato, segnandone uno preziosissimo. La Roma non si ferma, e stavolta Di Francesco può vivere una sosta serena.
Valerio Minutiello
CDS

Udinese-Juventus 0-2: Bentancur-Ronaldo, otto vittorie su otto
La corazzata di Allegri non conosce soste: decima vittoria su dieci partite ufficiali tra campionato e Champions



ROMA - L'unica sosta che conosce la Juventus è quella obbligatoria per le nazionali: il resto è un cammino da caterpillar in campionato come in Champions, con la vittoria come unico motore. La squadra di Allegri travolge con disarmante serenità l'avversaria di turno - un'Udinese in piedi per mezz'ora grazie al suo arroccarsi in difesa e poi inevitabilmente, irrimediabilmente crollata nel momento in cui ha provato ad aprirsi - per poi dedicarsi a gestire risultato ed energie senza sforzo apparente. Due gol, entrambi balsamo per malesseri: del giovane Bentancur il primo (sarà la garra charrua, ma l'uruguagio tira fuori gli artigli e reclama maggiore spazio), del semidio CR7 il secondo, riportato dolorosamente sulla terra da dinamiche extra campo per ora lasciate fuori dal rettangolo verde.  

FORTINO UDINESE, CHIELLINI GRAZIATO - La sfida parte drammatica, cromaticamente parlando, con una discutibile scelta delle divise. Piovono palloni in area friulana dalle fasce o dalla trequarti, CR7 e Mandzukic nel pieno del gioco e Dybala l'assente ingiustificato. Udinese chiusa nella propria metà campo e tutta in una ripartenza velocissima di Lasagna, che surclassa Chiellini in velocità: il capitano bianconero lo abbatte, Abisso lo grazia di un giallo sacrosanto. A tratti sembra rugby, con gli juventini che cercano di portare il pallone dentro la porta avversaria usando la mischia, tanta è la densità umana all'interno dei sedici metri avversari.

BENTANCUR-CRISTIANO, UNO-DUE DEVASTANTE - Dopo mezz'ora di fortino, l'Udinese prova timidamente a uscire dalla tana della sua metà campo ma viene subito punita: transizione velocissima della capolista che passa da una grande difesa della palla di Dybala con seguente apertura, Cancelo - posizione regolare - vola a crossare e Bentancur svetta più in alto di tutti, anche di CR7, schiacciando in rete la sua prima volta. Non è solo l'1-0, è il gol che frantuma le fragili certezze che la squadra di Velazquez aveva faticosamente costruito fino a questo momento: la Juve non molla la presa, Scuffet compie un miracolo su una fucilata di Mandzukic ma nulla può quando il croato difende palla in area servendola a Ronaldo, il cui sinistro in diagonale è troppo potente e preciso per essere deviato. L'uno-due si compie, la pratica viene archiviata dopo 38 minuti nonostante il tentativo di Barak di riaprirla, fermatosi sul palo esterno.

SCUFFET EVITA DANNI PEGGIORI. TRAVERSA CANCELO  - Emre Can per Matuidi - piccolo problema - alla ripresa, unico cambio della partita. L'Udinese ha subito la chance di riaprire il match su una palla sporca messa in area juventina, Alex Sandro è decisivo nello spazzare il pallone a un metro dalla riga di porta. Pussetto per Behrami la mossa di Velazquez, Bernardeschi per Dybala quella di Allegri: il risultato è un'Udinese che alza un po' il suo baricentro - senza risultare pericoloso - e Juve che gestisce la gara senza patemi, sfiorando anche il tris in sequenza: Scuffet fa gli straordinari su Bernardeschi prima e Cristiano poi, con un diagonale di Mandzukic nel mezzo che esce di un niente e una staffilata deviata di Cancelo che il portiere friulano manda a sbattere sulla traversa. Si chiude con la BBC in campo, di nuovo dopo il ritorno di Bonucci. Otto su otto, dieci su dieci, cercasi avversarie: Genoa prossima sfida allo Stadium, poi l'Old Trafford e l'emozione Pogba, faccia a faccia da avversario per la prima volta.
Vladimiro Cotugno
CDS

Cagliari-Bologna 2-0: Joao Pedro e Pavoletti affondano Inzaghi
Una prova convincente e una rete per tempo bastano agli uomini di Maran per battere gli emiliani e tornare a vincere. Prova superba di Castro, è lui la chiave del match



ROMA - A vederlo giocare sembra impensabile che il Cagliari navighi nelle zone basse della classifica. La squadra di Maran gioca una partita perfetta e batte per 2-0 il Bologna di Inzaghi, ancora a secco in trasferta. Spinti da un grande Castro, due assist e tanta qualità che tornerà utile in futuro al tecnico dei sardi, i padroni di casa trovano il vantaggio al 20' con Joao Pedro e il raddoppio nella ripresa con Pavoletti, scavalcando in classifica in un colpo solo Atalanta, Bologna e Udinese. Dopo le due vittorie si ferma Inzaghi, che ora con la sosta ha tutto il tempo per lavorare con la squadra per preparare al meglio l'insidiosa trasferta del Franchi contro la Fiorentina.

CASTRO DETERMINANTE - Cagliari schierato con il consueto 4-3-2-1, Maran lascia in panchina Farias e Sau per affidarsi a Pavoletti e Joao Pedro davanti al solito Ionita. Una sola novità per Inzaghi sulla sinistra: fuori Krejci dentro Dijks, ancora panchina per Destro. Inizio determinato del Cagliari che spinto dal pubblico della Sardegna Arena si rende fin da subito pericoloso con un gioco veloce seppur poco preciso negli ultimi metri. Barella e Castro, tra i più in forma, fanno quello che vogliono mettendo in difficoltà il Bologna sulle fasce: il primo squillo della gara arriva proprio da una percussione centrale del 21enne capitano cagliaritano, il suo tiro però è debole e viene bloccato senza problemi da Skorupski. A metà primo tempo invece l'affondo di Castro sulla sinistra è determinante e vale il vantaggio per i padroni di casa. L'ex Chievo si libera con un tunnel di De Maio e mette al centro per Joao Pedro, bravo a liberarsi dalla marcatura di Calabresi e a colpire di testa da pochi passi per l'1-0. Il Bologna prova a reagire ma balla ancora in difesa, rischiando poco dopo  di incassare il raddoppio con un'azione fotocopia a quella del vantaggio, stavolta però l'incornata del brasiliano finisce alta sopra la traversa. Provano a scuotersi gli ospiti ma l'unica occasione che si ricorda è una svirgolata in area di Falcinelli che si spegne fuori tra i fischi del pubblico.

PAVOLOSO RADDOPPIA -  A inizio ripresa il Bologna si riversa in avanti alla ricerca del pareggio, ci provano Falcinelli prima e Mattiello in acrobazia poi, ma le loro conclusioni non centrano lo specchio. Chi vede la porta è Nagy, che con un tiro angolatissimo dal limite chiama Cragno agli straordinari per evitare il pareggio. Inzaghi a questo punto ci crede e decide di mandare un segnale forte alla squadra: fuori un difensore, De Maio, dentro un attaccante, Orsolini. Nonostante il cambio modulo per equilibrare la manovra, il Bologna subisce il raddoppio: il solito Castro se ne va in velocità sulla fascia e mette al centro con una trivela una gran palla per Pavoletti, colpo di testa da un metro e quarta rete in campionato che vale il 2-0 per il Cagliari.
CDS

LE PARTITE DI VENERDI

Torino-Frosinone 3-2, Berenguer spegne la rimonta ciociara: Mazzarri vola al 6° posto
Goldaniga e Ciano rimontano le reti di Rincon e Baselli ma poi lo spagnolo timbra il secondo successo consecutivo



TORINO - Sembrava tutto estremamente facile, quasi scontato. E invece il Torino dopo un’ora di dominio incontrastato si complica la vita facendosi rimontare 2 reti prima di condannare il Frosinone al settimo ko nelle prime 8 giornate. Il cortocircuito di 6 minuti nella ripresa non impedisce agli uomini di Mazzarri di cogliere il secondo successo consecutivo che è un trampolino per le zone nobili della classifica.

MONOLOGO TORO - I granata provano subito a mordere la partita: Al 6’ Meité offre uno splendido filtrante con l’esterno per Belotti che stampa il diagonale sul palo. Lo spavento non sveglia il Frosinone che sonnecchia in maniera troppo passiva e viene trafitto al 20’: Zaza fa scorrere il pallone per Rincon che ha grande libertà e può folgorare il portiere con il rasoterra di destro. E’ una rete che spezza un tabù per il Torino che non aveva mai segnato nei primi tempi. Al 26’ piccolo sussulto ospite: Molinaro crossa dal fondo sul secondo palo, Baselli evita il pareggio mettendo in angolo. La partita scorre via fino all’intervallo senza grandi emozioni perché i padroni di casa amministrano il ritmo e i tentativi del Frosinone sono sterili.

BASELLI POLEMICO - A inizio ripresa il Torino dà l’impressione di chiudere subito i conti: il tiro sbagliato di Ola Aina diventa un servizio per Zaza che spara di prima intenzione. Sulla parata di piede di Sportiello, Baselli non può esimersi dal gonfiare la rete con il tap-in. Il centrocampista festeggia senza gioia e in maniera polemica la prima rete in campionato mettendo la mano sull’orecchio. Il monologo granata continua al 50’ con la botta di Meité che viene anestetizzato dal primo vero intervento di Sportiello.

LA REAZIONE - Passano 5 minuti e il Frosinone fa le prove tecniche del gol con il colpo di testa di Goldaniga che si tuffa nel tentativo vano di trasformare in oro una punizione da sinistra. Proprio il difensore timbra la rete che riapre la contesa al 58’: dalla linea di fondo Ciofani rimette in mezzo il corner di Ciano e il numero 6 firma il tocco vincente. Sirigu si lamenta per una carica di Campbell ma l’arbitro Pezzuto convalida. Il Torino si innervosisce, il black-out si prolunga, e il Frosinone nello spazio di 6 minuti ripristina l’equilibrio: Campbell pennella il cross dalla trequarti per Ciano, abilissimo nel trovare l’angolo alto con un colpo di testa preciso. I ciociari, in una sola notte, segnano più gol del totale di quelli realizzati nelle prime 7 giornate.

BERENGUER DECISIVO - Lo stadio Grande Torino viene raggelato ma si riaccende al 71’: Parigini, entrato poco prima per Aina, è il propulsore di un’azione da destra che viene respinta dalla difesa. La palla danza sul limite dove c’è Berenguer che non si fa pregare due volte e infila il pallone all’incrocio. La rete riporta per alcuni secondi i binari della sfida su quelli del primo tempo: Parigini è protagonista anche dell’assist per la fiondata di Nkolou che coglie la traversa al 77’. Il Frosinone non si arrende e 6 minuti dopo solo una grande chiusura di Berenguer evita il 3-3 di Perica, entrato al posto di Ciano. L’ex Udinese spreca un’occasione ancora più ghiotta all’88’ quando spara su Sirigu una conclusione al culmine di un contropiede in superiorità numerica. E’ l’ultimo tentativo di un Frosinone che sembra essersi sbloccato mentalmente ma deve incassare l’ennesimo ko che forse, durante la sosta, costerà la panchina a Longo. Il Torino, che al 93’ fallisce il poker con Zaza, alza le braccia al cielo ma s’interroga sul passaggio a vuoto che stava per costargli 2 punti preziosissimi.
CDS

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