Serie A Tim 2017-2018 - SOLO LA SERIE A

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Serie A Tim 2017-2018

Stagione 2017/2018
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2017-2018
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LE PARTITE DI DOMENICA

Serie A, Napoli-Crotone 2-1: Sarri chiude a 91 punti, Zenga in Serie B
Insigne illumina, Milik e Callejon segnano i gol della festa azzurra al San Paolo. In 50 mila cantano per il tecnico toscano: «Resta con noi». Inutile per i calabresi il gol di Tumminello al 91'



NAPOLI - Novantuno punti e secondo posto. Il Napoli chiude la sua "Grande Bellezza" con una vittoria. Crotone battuto 2-1 e spedito in Serie B. La squadra di Sarri, portata indietro nel tempo, avrebbe vinto 9 scudetti negli ultimi 10 anni: tutti tranne quello del record della Juve di Conte (102 punti nella stagione 2013/2014). Ma non c'è spazio per i rimpianti, nel pomeriggio del San Paolo. C'è però il tempo delle lacrime, degli abbracci, della commozione per gli addii di Reina (dal 1° luglio un giocatore del Milan) e soprattutto di Maggio, dopo 10 anni di maglia azzurra.
Napoli, striscioni sugli spalti: «Campioni sul campo» Napoli, striscioni sugli spalti: «Campioni sul campo»
Se quella di oggi è stata anche l'ultima in azzurro di altri giocatori, ma soprattutto di Sarri, lo sapremo soltanto nei prossimi giorni. I 50 mila del San Paolo, nel frattempo, mettono le cose in chiaro cantando a più riprese al tecnico: "Sarri resta con noi". E il suo Napoli, sul campo, onora l'impegno. Strapazza il malcapitato Crotone dal punto di vista del gioco e lo batte 2-1 con i gol di Milik e Callejon nel primo tempo. Entrambi su colpi di genio di Insigne. Poco cambia per la squadra di Zenga, che accorcia al 91' con Tumminello: anche con una vittoria, visti i risultati delle altre partite, sarebbe retrocessa.

LA PARTITA - Il primo tempo è un piacere per gli occhi dei presenti al San Paolo di fede azzurra. Il Napoli dà spettacolo e va in gol due volte. La prima con un colpo di testa di Milik su assist chirurgico di uno scatenato Insigne (23'). Poi con Callejon, che da un metro spinge in rete un altra pennellata del 24 azzurro (11° assist in campionato) e va in doppia-doppia (10 gol e 10 assist) con Luis Alberto e Verdi. Il Crotone, alle corde, si salva in almeno altre due occasioni grazie a Cordaz su conclusioni di Zielinski e ancora Callejon.

SARRI "INSENSIBILE" - Il "cannibalismo" di Sarri non fa sconti a nessuno. Qualcuno si aspetta gli ingressi in campo di chi è non è mai stato impiegato durante la stagione (Rafael, Machach o addirittura Milic) o una passerella finale per Maggio, ma nulla da fare. Sarri fa di tutto per portare a casa il record di punti del Napoli e ci riesce. Entrano Mertens per Milik, Hamsik per Insigne e Rog per Allan: il Napoli sfiora il 3-0 con una conclusione del belga deviata da Cordaz sul palo, ma incassa il gol del 2-1 al 91', quando Tumminello beffa Reina con un bel sinistro da fuori area. Sarri si infuria, ma poi ritrova il sorriso al triplice fischio. Lo stadio è tutto per lui, è tutto per il suo Napoli, che riceve la standing ovation dei 50 mila e chiude così una stagione indimenticabile.
Davide Palliggiano
CDS

Lazio-Inter 2-3: Vecino regala la Champions a Spalletti
La squadra di Inzaghi va avanti due volte poi si sbriciola a un quarto d'ora dalla fine. De Vrij, rigore del 2-2 su Icardi che fa 100 in nerazzurro e chiude da capocannoniere con Immobile



ROMA - Dopo sei anni di assenza, l'Inter torna a giocare la Champions League. La squadra di Spalletti centra la qualificazione al massimo torneo continentale grazie a un'incredibile vittoria all'Olimpico nei minuti finali, rimontando una Lazio in vantaggio fino a un quarto d'ora dalla fine e poi sbriciolatasi in un finale drammatico per i biancocelesti, incredibile per i nerazzurri. Piange di gioia Icardi, piange di disperazione De Vrij autore del rigore che ha rimesso in carreggiata gli avversari dopo una settimana di polemiche per il suo possibile impiego.

SUBITO MARUSIC - SI parte a ritmi altissimi. Ci prova Candreva al volo, poi due grandi occasioni Lazio: Luiz Felipe vanifica l'assist di un ottimo Immobile spedendo alto sulla traversa, Milinkovic-Savic colpisce a botta sicura di testa - assist di Lulic - trovando la grande risposta di Handanovic. Il gol però è nell'aria e arriva l'azione successiva: ancora Milinkovic-Savic protagonista, il serbo addomestica un difficile pallone in area e scarica per Marusic, destro sbilenco che colpisce la faccia di Perisic e si infila a fil di palo, viene data l'autorete al croato perché il tiro del laziale era destinato a uscire.

ICARDI, CHE ERRORE. PALO DI SMS - L'Inter sbanda ma prova a mordere: Vecino debole da fuori, poi al 22' un grandissimo anticipo di Cancelo mette Icardi davanti alla porta, ma il destro dell'argentino è da dimenticare. Sul capovolgimento di fronte punizione eccezionale di Milinkovic-Savic che scavalca la barriera e trova il palo a negargli il raddoppio, poi è ancora strepitoso Handanovic a togliere dal destro di Immobile una palla vagante in area deviata da Miranda.

PARI D'AMBROSIO, PROTESTE INUTILI  - La Lazio corre e crea più dell'Inter, ma sono gli ospiti a trovare il gol: D'Ambrosio arriva rapace a ribadire in rete una palla vagante da corner di Brozovic, palla prima respinta da Strakosha sulla linea e poi ribadita in rete da terra dall'esterno nerazzurro, con il portiere che resta a terra sul contatto con l'avversario. Rocchi convalida, il Var conferma la bontà dell'azione: 1-1 al 29', Inter a una rete dalla Champions League.

FELIPE ANDERSON, COAST TO COAST! 2-1 LAZIO! - Al 41' però il risultato cambia di nuovo, in maniera incredibile: uscita di Strakosha su un cross di Cancelo, Felipe Anderson appostato al limite della sua area fa partire il contropiede con una gran giocata - sombrero a Brozovic - e lo va a chiudere dopo 80 metri di corsa, concretizzando la gran palla di Lulic con un destro a fil di palo. L'Olimpico impazzisce, è il 2-1 con cui si chiude un primo tempo a velocità folle con ben cinque ammoniti: Brozovic e Miranda da una parte, Lulic, Leiva e Luiz Felipe dall'altra.

DENTRO EDER E KARAMOH. RIGORE TOLTO DAL VAR - Nessun cambio nella ripresa, che viaggia a ritmi molto più lenti dei primi 45'. Inzaghi chiede a Immobile di stringere i denti fino all'ultimo minuto possibile. Giallo anche a D'Ambrosio, Luiz Felipe ci riprova dal limite mandando alto, Perisic impegna Strakosha due volte, poi Spalletti cambia: dentro Eder per Candreva nell'ultima mezz'ora, poi anche Karamoh per Rafinha. Felipe Anderson colpisce l'esterno della rete da buona posizione, poi Rocchi fa tremare il popolo biancoceleste fischiando un rigore a favore dell'Inter al 72': le immagini evidenziano un colpo di spalla di Milinkovic-Savic, il direttore di gara rimedia all'errore grazie al Var.

ESCE IMMOBILE, RIGORE DE VRIJ, ROSSO LULIC - Al 75' entra Lukaku, gli lascia spazio un Immobile che esce da capocannoniere della Serie A con 29 reti, una in più di Icardi che però dopo tre minuti si va a guadagnare un rigore evidente per atterramento ad opera di De Vrij. Dal dischetto l'argentino spiazza Strakosha e raggiunge il centravanti della Lazio appena uscito, firmando il 2-2 (100esimo gol con la maglia dell'Inter). Mancano undici minuti più recupero ma la Lazio resta anche in 10 per il secondo giallo a Lulic: l'Inter si getta in avanti alla disperata fiutando l'impresa.

VECINO DA' LA CHAMPIONS ALL'INTER - E incredibilmente il copione della partita cambia ancora, in un finale pazzesco: corner di Brozovic, Vecino batte Milinkovic-Savic in elevazione e schiaccia in porta il gol del sorpasso: 3-2 all' 81', nel delirio dello spicchio di tifosi nerazzurro. Inzaghi butta dentro Nani per un De Vrij sotto shock, si arriva ai quattro minuti di recupero nell'assalto finale dei biancocelesti che perdono anche Patric, espulso da Rocchi direttamente dalla panchina. Finisce 3-2, la festa è tutta dell'Inter.
Vladimiro Cotugno
CDS

Manita Milan, Gattuso va in Europa senza preliminari. Il Crotone torna in B
I rossoneri blindano il sesto posto rifilando una goleada alla Fiorentina. Successi per Spal, Chievo e Udinese



ROMA - Milan direttamente ai gironi di Europa League, Atalanta ai preliminari e Crotone retrocesso. Sono questi i verdetti dell'ultima giornata di Serie A per quanto concerne le 6 partite giocate alle ore 18.

MILAN-FIORENTINA 5-1
Successo in rimonta del Milan che batte la Fiorentina con una doppietta di Cutrone e sventa il tentativo di sorpasso al sesto posto dell'Atalanta. Al 20' gli ospiti passano sfruttando un errore a centrocampo di Bonucci: Chiesa illumina in profondità Simeone che scavalca Donnarumma con un pallonetto e sigla il 14° gol in campionato. La replica arriva dopo pochi secondi e lo firma Calhanoglu che su punizione beffa Sportiello sul suo palo di competenza. Al 26' Kessie si divora un altro gol allungandosi il pallone a tu per tu con Sportiello. Il gol del ribaltone è rimandato solo di qualche minuto: al 42' Cutrone improvvisa un tuffo di testa sul cross di Calhanoglu e timbra il 2-1. Nella ripresa l'ex Kalinic spegne ogni residuo di equilibrio e poi Cutrone completa la doppietta mandando i titoli di coda del match molto prima del 90'. A 14' minuti dalla fine Bonaventura realizza il gol più bello del match al termine di una bella cavalcata e cala il pokerissimo.

CAGLIARI-ATALANTA 1-0
Inizierà molto presto la stagione dell'Atalanta che perde a Cagliari e dovrà passare dai preliminari per arrivare ai gironi di Europa League. Il gol dei sardi arriva a 3 minuti dalla fine con il colpo di testa di Ceppitelli. La Dea avrebbe la possibilità di replicare al 92' ma Caldara spara fuori un calcio di rigore.

SPAL-SAMPDORIA 3-1
Una Sampdoria fragile e arrendevole s'inchina alla Spal che blinda una meritatissima salvezza. La squadra di Semplici mette in discesa la partita già al 5': Antenucci trasforma il rigore decretato per il fallo di mano di Caprari. L'attaccante della Samp completa la sua giornata da incubo beccando il secondo giallo al 33'. Nella ripresa i padroni di casa chiudono i conti  in superiorità numerica con il colpo di testa di Grassi al 50' e con il destro di Antenucci che completa la doppietta. Inutile la rete di Kownacki che al 66' sigla il 3-1 con un grande destro al volo.

CHIEVO-BENEVENTO 1-0
Il Chievo soffre a lungo con il Benevento ma alla fine riesce a portare a casa 3 punti che ufficializzano la permanenza in serie A. Il gol decisivo sboccia al 50' con Inglese che raccoglie la goffa respinta di di Puggioni e trova il 12° gol stagionale.

UDINESE-BOLOGNA 1-0
Anche all'Udinese basta un solo gol per autografare il successo che è sinonimo di salvezza. E' il 3° gol in stagione di Fofana a spazzare via la paura friulana: Barak inventa un tocco perfetto per il centrocampista ivoriano che infila Da Costa.
SSCNAPOLI

LE PARTITE DI SABATO

Serie A, Juventus-Verona 2-1: gol di Rugani, Pjanic e Cerci nel Buffon-day
La squadra di Allegri, campione d'Italia per la settima volta di fila, chiude il campionato vincendo allo Stadium l'ultima partita con il capitano tra i pali



TORINO - Una doppia festa condita dalle lacrime all'Allianz Stadium. Lacrime di gioia per il settimo scudetto consecutivo che proietta la Juventus ancor di più nella leggenda. Lacrime per Gigi Buffon, il capitano di mille battaglie che ha annunciato il suo addio ai bianconeri. Bandiere, striscioni e cori per il portierone che si è lasciato travolgere dall'amore del suo popolo prima di accomodarsi tra i pali bianconeri per l'ultima volta e in attesa di guardarsi dentro per capire se restare da dirigente o tentare un altro assalto alla Champions League, magari con la maglia di un Psg pronto a fargli ponti d'oro per portarlo all'ombra della Tour Eiffel. E in mezzo a tutto questo - come una piccola nota a margine - c'è stata anche la partita con il già retrocesso Verona, capace di resistere un tempo prima di inchinarsi alla regina più longeva della Serie A.

IL PRIMO TEMPO - Allegri, ormai deciso a declinare le offerte dell'Arsenal per restare alla guida dei campioni d'Italia, sceglie una sorta di 4-2-3-1 e dà spazio a Lichtsteiner e Rugani nella difesa completata da Barzagli e Alex Sandro, con Sturaro e Matuidi ai lati del rispolverato Marchisio mentre Dybala e Douglas Costa sono liberi di svariare dietro al centravanti Mandzukic. E Higuain? Relegato ancora in panchina e con il muso lungo come nella finale di Coppa Italia vinta contro il Milan, mentre le vodi di mercato lo danno in orbita Psg proprio come Super Gigi. Tante assenze nell'Hellas di Pecchia, che schiera un 4-4-2 con Matos e l'ex torinista Cerci di punta. Senza pressioni gli scaligeri sembrano almeno inizialmente tener testa alla corazzata bianconera, ma con il passare dei minuti il superiore tasso tecnico dei padroni di casa prende il sopravvento e Nicolas deve superarsi alla mezz'ora su un magnifico destro al volo di Mandzukic. E dove non arriva il portiere è la traversa a salvare il Verona, come al 41' quando su un geniale pallonetto incrociato di Dybala il pallone sbatte sul montante per rimbalzare in area, dove Sturaro cerca il tap-in di testa ma si fa male nel contrasto con Fares ed è costretto a lasciare spazio a Bentancur.

LA RIPRESA - Si va al riposo sullo 0-0 e al rientro in campo tutti gli occhi sono di nuovo su Buffon, che emozionato ringrazia e saluta il pubblico. I compagni nel frattempo si portano in avanti e al 50' trovano il gol: azione da corner e palla in mezzo per Douglas Costa, il tiro del brasiliano è respinto da Nicolas ma la palla rotola sui piedi di Rugani che a porta vuota non deve far altro che appoggiarla in rete. Passano appena due minuti e arriva anche il raddoppio, stavolta a firma di Pjanic che sfodera una perla su punizione calciata a giro con il destro: la "specialità della casa". Nemmeno il 2-0 distoglie però l'attenzione dello Stadium, che è tutta per il numero uno, e una partita di fine stagione tuttaltro che indimenticabile entra di diritto nella storia al 63', quando si alza il tabellone del team manager bianconero: dentro Pinsoglio e fuori Buffon, che prima di uscire abbraccia uno a uno i suoi compagni e va in panchina a godersi l'ovazione di tutto lo Stadium. Poco dopo lo raggiunge Douglas Costa (dentro Higuain al 66'), che non è un simbolo come il capitano ma si è preso un ruolo da indiscusso protagonista in una stagione esaltante che ne ha fatto l'idolo dei tifosi. Al 76' si prende però la scena Cerci,  che su cross di Romulo accorcia le distanze e "rovina" il debutto in A del 28enne terzino bianconero negando alla Juve il record di 23 'clean sheet' stagionali. Nel finale gloria anche per Nicolas che nega la gioia del gol ad altri due eroi dei sette tricolori: prima a Marchisio (ora capitano con la speciale fascia passatagli da Buffon che la teneva nei calzettoni), poi a Lichtsteiner che si fa parare un rigore assegnato per un tocco con la mano di Bearzotti prima di uscire nel secondo dei tre minuti di recupero per raccogliere a sua volta la standing ovation dello Stadium. Finisce 2-1 sotto la pioggia, una pioggia che i tifosi e la squadra sfideranno fino a tarda sera per continuare a festeggiare e a commuoversi nel centro di una Torino oggi più che mai a tinte bianconere.
Giuliano De Matteis
CDS

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