News Calcio 2018/2019 - SOLO LA SERIE A

Home Page
Vai ai contenuti

News Calcio 2018/2019

Stagione 2018/2019
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2017-2018
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2017-2018
RISULTATI E HIGHLIGHTS SERIE A TIM 2017-2018

ACQUISTATE SU:

INFORMATICA NUSCANA.IT
VENDITA E ASSISTENZA IN TUTTA EUROPA

INFORMATICA NUSCANA offre il servizio di assistenza e consulenza informatica per Privati, Aziende, Enti Pubblici; qualsiasi problema abbia il vostro pc noi troveremo "sempre" la soluzione per risolverlo. Effettuiamo riparazioni hardware e ottimizzazioni software per qualsiasi tipo di bisogno. I nostri servizi di assistenza spaziano in una vasta gamma di tipologie, come la riparazione del pc, all' aggiornamento dell'harware (processore, memoria, scheda madre ecc), installazione di nuove applicazioni, l'ottimizzazione del sistema, Recupero Dati (anche in casi estremi di malfunzionamento), P.E.C., Firma Digitale con CNS  e SPID, collegamenti ad internet, installazioni di reti domestiche o per uffici, installazioni sistemi operativi, ripulitura da virus e malware senza farvi perdere neppure un file e tutto quello che riguarda il mondo dei personal computer, Videosorveglianza con telecamere a circuito chiuso e wifi con consultazione anche tramite internet e/o sul vostro smartphone. A vostra disposizione oltre al servizio a domicilio, offriamo anche la Teleassistenza Remota per problemi di Virus e Windows. Realizziamo anche siti statici e dinamici per tutte le tasche per Privati ed Aziende con ottimizzazione per i motori di ricerca. Inoltre siamo Partner SkyDsl e per i clienti che non hanno copertura ADSL, vi facciamo "piombare" dal cielo il segnale (servizio offerto in tutta Italia). Questi sono solo alcuni dei servizi che offriamo.

sabato 17 novembre 2018
Nations League, Italia-Portogallo 0-0: azzurri belli ma spuntati, lusitani alle finali
Buon primo tempo per la squadra di Mancini che poi cala nella ripresa e chiude il girone C al secondo posto. Festa per le 100 presenze di Chiellini



In Polonia era arrivato al 92', stavolta no. Solo questo è mancato alla rinnovata Italia di Roberto Mancini, che in un 'Meazza' riempito da 73mila voci (un anno dopo lo shockante 0-0 con la Svezia che ci impedì di andare al Mondiale in Russia) non è riuscita a battere il Portogallo e ha chiuso così il girone C della prima Nations League al secondo posto, restando in Serie A senza però riuscire ad accedere alla Final Four che vedrà invece protagonisti i lusitani di Fernando Santos, campioni d'Europa e competitivi anche senza Cristiano Ronaldo. Non sono bastate la voglia, il coraggio e le idee agli azzurri che nel primo tempo hanno costretto gli avversari a rinchiudersi nella propria tana senza però riuscire a colpirli, per poi calare invece in una ripresa dove la stanchezza ha tolto ritmo e velocità a Verratti e compagni. Uno 0-0, quello di San Siro, che non ha comunque impedito a capitan Chiellini di festeggiare le 100 presenze in azzurro e all'erede di Gian PIero Ventura di fare un altro passo in avanti nella costruzione di una squadra che dovrà portarci a prossimo Europeo.

TOCCA A CIRO - Mancini non rinnega la 'nouvelle vague' e insiste con il 4-3-3, ma stavolta senza 'falso nueve': con Bernardeschi infortunato, a destra c'è sempre Chiesa ma Insigne torna a sinistra e al centro del tridente torna un Immobile deciso a sfruttare la grande chance e ripetere in azzurro le gesta che hanno fatto innamorare di lui i tifosi della Lazio. È questa l'unica novità rispetto all'ultimo match vinto in Polonia: davanti a Donnarumma ancora la coppia juventina Bonucci-Chiellini affiancati da Florenzi e da Biraghi, l'eroe' di Chorzów, mentre in mediana si rivedono Jorginho in regia e i suoi scudieri Verratti e Barella. Modulo speculare quello scelto da Santos che, aspettando il ritorno di CR7 («Forse a marzo...», ha annunciato alla vigilia) davanti si affida al trio composto dall'ex milanista Andrè Silva, da Bruma e da Bernardo Silva e presenta a sua volta una sola novità rispetto al match vinto 3-2 in terra polacca: con Pepe squalificato per un turno, in difesa è infatti Josè Fonte a fare coppia con Ruben Dias al centro mentre lo juventino Cancelo è al suo posto sul lato destro come il napoletano Mario Rui dall'altra parte.

BELLA ITALIA -  Dopo gli inni nazionali si parte ed è subito Italia: al 5' Insigne scambia con Jorginho e fa partire un destro dall'effetto velenoso, Rui Patricio ci arriva in tuffo e poi Immobile calcia in curva il tap-in. Bonucci intanto - fischiato dai tifosi milanisti presenti a San Siro - richiama la panchina per un problema alla caviglia e inizia a scaldarsi Rugani, ma alla fine stringe i denti mentre il Portogallo sembra sorpreso dal veemente avvio azzurro e al 7' ci prova così anche Florenzi, che incrocia però troppo il destro dal limite. Break lusitano all'11' con Bruma, murato però da Chiellini che sventa il pericolo come fa Florenzi due minuti dopo liberando l'area sul cross di Cancelo. Gli azzurri non si spaventano e si riportano in avanti, cercando il recupero palla nella metà campo avversaria per restarci con il possesso e gli scambi stretti in attesa del varco giusto o dello spazio per il tiro: è così che al 18' arriva il turno di Barella, anche lui però impreciso a differenza dell'arbitro olandese Makkelie che al 25' lascia protestare invano Biraghi, chiuso senza fallo in area da Cancelo e José Fonte. Il 'Meazza' apprezza e lo fa sentire con i suoi cori, mentre al 31' c'è il primo giallo: se lo prende per un fallo su Barella il diffidato Rúben Neves, che salterà così la sfida con la Polonia così come Mario Rui, ammonito poco dopo per una dura entrata su Chiesa. Tra i due cartellini la provvidenziale uscita di Rui Patricio su Immobile, messo a tu per tu col portiere da Verratti; subito dopo la pennellata su punizione di Insigne per Bonucci, che di testa sfiora il palo. Si va così al riposo sullo 0-0, con un Donnarumma inoperoso e tra gli applausi del pubblico milanese.

CALO AZZURRO - Dagli spogliatoi rientrano gli stessi ventidue ed è ancora l'Italia a partire meglio:al 51' Verratti disegna un corridoio per Biraghi, cross al centro ma il sinistro di Chiesa è deviato in corner. Sul taccuino dell'arbitro finiscono intanto anche Cancelo (giallo per un'entrataccia su Biraghi) e Jorginho (fallo tattico su Bruma), mentre Mancini scambia più volte le posizioni di Chiesa e Insigne. L'idea di gioco resta, ma rispetto al primo tempo sembrano ora mancare un po' le gambe agli azzurri che perdono ritmo, ferocia nel pressing e compattezza. Il Portogallo prova ad approfittarne alzando il baricentro e Santos si gioca anche la carta del redivivo Joao Mario, tornato protagonista nell'Inter dopo mesi in naftalina e dentro al posto di Pizzi (68'), ma prima del nerazzurro (destro alto al 73') a provarci è Mario Rui con un rasoterra troppo angolato. Dopo il giallo a Bonucci (fallo su Bruma), ecco la contromossa di Mancini: fuori Immobile e dentro Lasagna (74') ma a prendersi la scena è Donnarumma, autore di una parata strepitosa sul sinistro di William Carvalho. All'81' arriva anche il momento di Lorenzo Pellegrini, che sostituisce Verratti mentre per i lusitani entra Guerreiro per Bruma (85'). E mentre Insigne ci prova con le ultime forze (destro a giro di poco a lato) rischia grosso Chiesa, che rifila una gomitata a Mario Rui ma se la cava con il giallo. L'esterno viola viene così richiamato in panchina per fare spazio a Berardi (87') ma non c'è più tempo: finisce 0-0 e con il Portogallo che stacca il pass per le Final Four con una giornata di anticipo, mentre l'Italia si gode per ora gli apprezzamenti del pubblico e un'identità di squadra sempre più forte. La strada ormai è tracciata e la speranza è che sia quella giusta per arrivare a Euro 2020.
Giuliano De Matteis
CDS

venerdì 16 novembre 2018
Brasile-Uruguay 1-0: il gol di Neymar su rigore
Vittoria verdeoro a Londra, in una sfida che ha visto protagonisti diversi "italiani": nella Seleçao esordio per Allan, bene Caceres nella 'Celeste'



LONDRA - Gara vera (con 8 ammoniti), ritmo intenso ma solo un gol a Londra nel test di lusso tra Brasile e Uruguay, vinto dai verdeoro per 1-0 grazie a una rete di Neymar. Il prato è quello dell'Emirates Stadium, casa dell'Arsenal, ma sembra una partita di Serie A: nella Seleçao sono titolari l'interista Miranda in difesa e Douglas Costa della Juventus, inserito da Tite nel tridente del 4-3-3 con Firmino e Neymar, mentre partono dalla panchina Allan del Napoli e l'altro juventino Alex Sandro chiamato a sostituire l'infortunato Marcelo; nella 'Celeste' fanno parte invece dell'undici iniziale (4-3-1-2 il modulo) Bentancur della Juventus in mediana con l'interista Vecino e l'ex sampdoriano Torreira, Caceres della Lazio in difesa e il milanista Laxalt nel ruolo di terzino sinistro mentre in attacco c'è l'ex napoletano Cavani insieme a capitan Luis Suarez.

DOUGLAS IN OMBRA - Prima del fischio d'inizio un minuto di silenzio in ricordo di Aldyr Schlee, storico illustratore che creò la casacca 'verdeoro' della Seleçao morto a 83 anni. All 11' Brasile in gol con Neymar, ma sul lancio di Filipe Luis l'attaccante del Psg è in fuorigioco e l'arbitro annulla. Il capitano verdeoro ci riprova subito dopo dalla distanza ma sfiora solo la traversa. La replica uruguagia al 21', quando Luis Suarez approfitta di un passaggio sbagliato da Danilo e aggancia in area liberandosi di Miranda prima di impegnare l'ex portiere romanista Alisson con una gran botta di destro. Alla mezz'ora ancora Brasile con Filipe Luis che si libera in dribbling di due avversari ma poi non inquadra la porta con il destro a giro come capita poco dopo a Firmino dalla distanza e a Walace di testa su azione da corner. Un po' in ombra e fuori dal gioco invece in questa prima parte del match Douglas Costa, che attira comunque l'attenzione con il suo nuovo stravagante taglio di capelli e al 40' si prende il giallo per un fallo su Laxalt raggiungendo gli uruguagi Torreira, Mathias Suarez a cui si aggiunge prima del riposo Vecino per una dura entrata su Neymar e il brasiliano Walace per un pestone su Luis Suarez. L'ultima emozione è la parata di Alisson su Cavani, servito da Luis Suarez.

NEYMAR NON SBAGLIA - Dopo il riposo si riparte senza cambi ed è l'Uruguay a farsi pericoloso per primo al 50', quando Torreira si conuiqsta una punizione dal limite: sul pallone va Luis Suarez ma Allan risponde alla grande e sugli sviluppi del successivo corner Vecino alza troppo il pallone di testa. Prova allora a scuotersi Douglas Costa, fermato con le cattive da Laxalt (52'), ma ora l'esterno della Juventus viene maggiormente coinvolto dai compagni. Al 59' arriva il momento di Allan, che fa il suo esordio assoluto nel Brasile sostituendo Renato Augusto, mentre al 64' si rivede Neymar che impegna il portiere uruguagio Campaña e al 67' Richarlison prende il posto di Douglas Costa. Il Brasile ora attacca, l'Uruguay si chiude pr partire in contropiede, come al 73' quando Miranda è provvidenziale ad anticipare Luis Suarez sul passaggio di Cavani. Scampato il pericolo la Seleçao passa al 76' su calcio di rigore, assegnato per un contatto dubbio (Luis Suarez ammonito per proteste) tra Laxalt e Danilo: sul dischetto va Neymar che spiazza il portiere e fa 1-0. All'80' cartellino giallo per Caceres e un minuto dopo l'Uruguay perde per infortunio Mathias Suarez (dentro Lemos), così il Brasile sfiora il pari con Richarlison che spreca inceredibilmente un prezioso assist di 'O'Ney'. Nel finale esce anche Vecino (dentro Valverde all'87') e si becca il giallo anche Cavani ma il risultato non cambia più e a far festa alla fine è il Brasile.

Prima del match di Londra sono state giocate anche alcune sfide valide per le qualificazioni alla Coppa d'Africa, con in campo il Marocco dello juventino Benatia e l'Egitto dell'ex romanista Salah...
CDS

giovedì 8 novembre 2018
Europa League, Betis-Milan 1-1: Suso tiene vive le speranze
Nella trasferta di Siviglia la squadra di Gattuso soffre e va sotto con Lo Celso: c'è bisogno della punizione dell'esterno per rimettere i conti in parità. Spagnoli a 8, poi rossoneri e Olympiacos a 7



SIVIGLIA – Il Milan e Gattuso ringraziano Suso. C’è bisogno del solito guizzo dell’esterno spagnolo per evitare ai rossoneri un altro ko con il Betis: il suo calcio piazzato riprende il gol di Lo Celso e permette alla squadra di guadagnare un punto nella trasferta di Siviglia. Quota 7, gli stessi dell’Olympiakos: per il passaggio ai sedicesimi adesso saranno fondamentali le partite contro i greci e contro il Dudelange. Al comando della classifica c’è proprio la formazione di Setien a 8. Un’altra brutta notizia per il Milan dopo il lungo stop di Biglia: Musacchio è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco in barella e con il collo immobilizzato dopo uno scontro con Kessié. E nel finale va ko anche Calhanoglu.

SUBITO LO CELSO – Non c’è Higuain e per Gattuso l’unico punto di riferimento in attacco è Cutrone: dietro giostra l’inamovibile Suso. Il Betis, che davanti offre la coppia formata dall’ex romanista Sanabria e dall’eterno Joaquin, parte subito a mille spinto dal calore del Benito Villamarin: il gol arriva al 12’ quando Lo Celso – già in rete all’andata – anticipa Rodriguez e mette dentro il bel pallone servito da Junior Firpo.

PERICOLO SANABRIA - La timidezza della squadra di Gattuso non fa che rinvigorire il gioco degli spagnoli, che vanno a un passo dal raddoppio poco prima della mezz’ora con Sanabria: l’attaccante paraguaiano però apre troppo la conclusione e non riesce a infilare la porta di Reina. La prestazione quasi impalpabile dei rossoneri continua, il centrocampo fatica a creare e anche Suso non sembra vivere una delle sue migliori serate.

FINALMENTE SUSO - Lo spagnolo sale in cattedra a mezz’ora dalla fine: prima mostra al pubblico il suo marchio di fabbrica (il sinistro a giro sul palo lontano che Pau Lopez smanaccia in angolo) e poi si rifà con una punizione morbida ma velenosa che inganna il portiere del Betis per l’1-1 della squadra di Gattuso (63’). Situazione psicologica completamente invertita con i rossoneri che fanno la partita ma con i padroni di casa che – a conti fatti – vanno più vicini alla rete del ko: basta dare un’occhiata allo scavino dalla distanza del neoentrato Guardado che per poco non beffa Reina.

MURO REINA - Brutto scontro di gioco al 79’ tra Kessié e Musacchio: ad avere la peggio è il centrale che è costretto a uscire in barella (collo immobilizzato) ed è rimpiazzato da Romagnoli tra gli applausi di sostegno di tutto il pubblico. Nel finale è tutto per tutto Betis. Il tocco sotto di Junior Firpo preoccupa i tifosi rossoneri mentre il destro di Tello li fa letteralmente terrorizzare: per fortuna c’è Pepe Reina a sbarrare la strada e a salvare la serata del Milan.
CDS

Lazio-Marsiglia 2-1, Parolo e Correa eliminano Garcia!
Un colpo di testa del centrocampista e il sigillo dell'argentino mandano fuori i francesi dalla competizione e qualificano la squadra di Inzaghi ai sedicesimi di finale di Europa League: non serve all'Olympique il gol di Thauvin



ROMA - Da stasera non c'è più la sua chiesa al centro del villaggio europeo: Rudi Garcia e il Marsiglia abbandonano l'Europa League, rispediti a casa dal colpo di testa di Parolo e dal sigillo di Correa che mandano la Lazio ai sedicesimi di finale. E' ancora festa per Simone Inzaghi, 18 anni dopo quel 5-1 dell'Olimpico con il suo storico poker all'Olympique e oggi capace di imporre la sua legge dalla panchina in un insidioso doppio confronto portato a casa con gioco e personalità.

SUPER STRAKOSHA, PAROLO SORPRENDE PELE' - Si parte con i francesi - senza Payet - alla disperata ricerca di una vittoria e con Sakai che da due passi si divora il vantaggio, fermato solo da una grandissima uscita di Strakosha. Uno spavento dal quale la Lazio si riprende subito, con Correa - prima volta da titolare in EL - a pungere con la sua velocità e in continua ricerca dell'intesa con Immobile, mentre i minuti passano e si combatte su ogni pallone anche con molta confusione: ammoniti in serie Ocampos, Wallace e Thauvin con il francese che impegna Strakosha dal limite e con Immobile che alza a campanile in area l'ultimo pallone del primo tempo, Parolo ci crede e va a staccare trovando l'angolino, Pelé è sorpreso e neanche arriva a tuffarsi con il pallone che si infila per il vantaggio della Lazio.

THAUVIN RISPONDE A CORREA - Niente cambi, niente squilli del Marsiglia che dopo dieci minuti prende anche il secondo: Immobile mette a referto il secondo assist della serata, chiudendo il largo triangolo che Correa gli chiede e ottiene piazzando il 2-0 alle spalle di un Pelé che di fuoriclasse ha solo il cognome. Il raddoppio regala sicurezza ma mentalmente alleggerisce troppo gli uomini di Inzaghi: Parolo esagera nella sicurezza e sbaglia un passaggio, Sanson ringrazia e mette Thauvin nelle condizioni di riaprire tutto per l'ultima mezz'ora.

SMS E IMMOBILE - Inzaghi, che già aveva richiamato l'ammonito Wallace per Bastos, manda dentro Milinkovic-Savic al 70' per riprendere in mano la partita, pericolosamente in bilico dopo il tiro di Strootman uscito - deviato - di un niente dopo un'uscita sbagliata di Strakosha. Immobile sfiora due volte il tris, di testa e di potenza da fuori, poi ci prova SMS solo davanti a Pelé che si erge - stavolta - a baluardo insuperabile. Entra anche Luis Alberto, che fallirà l'assist per Immobile nel recupero, dall'altra parte Garcia butta dentro l'artiglieria pesante con Payet e Mitroglu per gli ultimi assalti confusi e disperati che portano all'ultima paura: cross per Njie, Marusic lo anticipa con il destro praticamente tirando verso Strakosha che respinge d'istinto con la gamba alta. La Lazio vola e se ne va, il Marsiglia saluta e Garcia - 4° ko consecutivo - traballa.   
Vladimiro Cotugno
CDS

Europa League: frena l'Arsenal, pareggia lo Zenit di Marchisio. Sarri da record
I Gunners non vanno oltre lo 0-0 contro lo Sporting Lisbona rimandando il discorso qualificazione. L'Olympiacos inguaia il Milan, il Chelsea fa 4 su 4



ROMA - Regala verdetti e qualche sorpresa la quarta giornata di Europa League: tanti i gironi riaperti, con numerosi pass per i sedicesimi da staccare nelle ultime due giornate. Nel girone del Milan un gol di tacco dell'ex Roma Torosidis spiana la strada alla goleada (5-1) dell'Olympiacos ai danni del Dudelange: greci che agguantano in classifica proprio i rossoneri, portandosi a -1 dal Betis capolista. Nel girone C rischia di perdere il primato solitario lo Zenit di Marchisio che, sotto buona parte della gara contro un ottimo Bordeaux, passato in vantaggio dal dischetto, trova il pareggio nel finale con un grandissimo destro al volo di Zabolotnyi. Nello scontro al vertice del girone E, Arsenal e Sporting Lisbona si danno battaglia senza riuscire a farsi male: il pareggio a reti bianche smuove la classifica ma lascia tutto aperto, con i Gunners ancora a +3 sui portoghesi.

LE ALTRE GARE - Pesante vittoria del Celtic nel girone B, che in una partita intensissima supera 2-1 i tedeschi del Lipsia agganciandoli in classifica a 6 punti. Nell'altro match del gruppo dilaga il Salisburgo: il tondo 5-2 rifilato al Rosenborg qualifica aritmeticamente gli austriaci ed elimina i norvegesi. Tutto già deciso invece nei gironi A e D. Nel primo, Zurigo e Leverskusen si qualificano aritmeticamente in virtù del pareggio tra Ludogorets e AEK Larnaca, mentre nel secondo staccano il pass per i sedicesimi Dinamo Zagabria e Fenerbahce.

LE GARE DEL POMERIGGIO - Sorride Maurizio Sarri, che da stasera potrà fregiarsi di un invidiabile primato: l'ex tecnico del Napoli è infatti l'unico allenatore imbattuto, fra campionato e competizioni internazionali, fra tutti i colleghi dei top team europei. Il suo Chelsea vince anche in Bielorussia in casa del Bate Borisov con una rete di testa di Giroud al 52' (ottimo l'assist di Emerson Palmieri) e conquista così il quarto successo in altrettanti incontri di Europa League. Nel girone J se la vede brutta il Siviglia che, avanti 2-0 si fa rimontare dai turchi dell'Akhisar, prima che allo scadere Banega trasformi il rigore che riporta gli andalusi in vetta (in coabitazione col Krasnodar). Grande bagarre nei gironi G e I, tra i più avvincenti di tutta la competizione. Nel girone G, il Villareal non va oltre lo 0-0 a Vienna contro il Rapid, lo Spartak Mosca, invece, batte 4-3 i Rangers di Glasgow in una partita al cardiopalma (palo scozzese al 93'). La situazione in classifica recita: Villareal 6, Spartak e Rangers 5, Rapid Vienna 4. Nel secondo, invece, il doppio 1-1 fra Genk e Besiktas e fra Malmo e Sarpsborg lascia immutata la situazione: guidano i belgi a 7, segue l'accoppiata scandinava (svedesi e norvegesi) a 5, chiudono i turchi a 4.
CDS

mercoledì 7 novembre 2018
Juventus-Manchester United 1-2: Mourinho ribalta CR7 e si "vendica" dello Stadium
Champions League: la squadra di Allegri va avanti con Ronaldo e domina, ma nel finale perde per un gol di Mata e per l'autorete di Alex Sandro. E lo 'Special One' non si trattiene...



TORINO - Deve essere sembrato tutto troppo facile alla Juventus, che all'86' della sfida contro il Manchester United all'Allianz Stadium era avanti 1-0 grazie al primo gol europeo in bianconero di Cristiano Ronaldo, unica squadra a punteggio pieno e con la porta inviolata oltre che già certa del primo posto nel Gruppo H e dunque del pass per gli ottavi di Champions League con due giornate di anticipo. E invece in gare come questa ogni distrazione, ogni minimo rilassamento può costare caro come è successo a Chiellini e compagni, battuti in rimonta per 2-1 nel finale dai 'Red Devils' di José Mourinho. Quel Mourinho che si è così preso la rivincita dopo i cori contro di lui al termine del match vinto invece a Old Trafford dai bianconeri, a cui ora servirà almeno un punto nella prossima sfida casalinga contro il Valencia per la qualificazione e qualcosa in più (vittoria con gli spagnoli e poi in Svizzera contro gli Young Boys) per mantenere il primato nel raggruppamento fino alla fine.

MODULI "A SPECCHIO" - Senza Emre Can, Bernardeschi, Douglas Costa, Kean e con Spinazzola fuori dalla lista Champions, Allegri sceglie il 4-3-3 con De Sciglio terzino destro e il rientro di Khedira al posto di Matuidi in mediana, dove viene confermato Bentancur mentre nel tridente con Dybala e CR7 c'è Cuadrado, preferito a un Mandzukic non al meglio e chiamato ad abbassarsi in fase difensiva. Modulo speculare per Mourinho che - orfano di Dalot, Valencia e Lukaku - davanti rilancia Alexis Sanchez ma esclude a sorpresa Rashford preferendogli Lingard, mentre in mediana con Herrera e Matic c'è il grande ex Paul Pogba, applaudito e coccolato dai suoi vecchi tifosi che sperano di rivederlo presto in bianconero.

CR7 C'È, POGBA NO - La Juventus prova a sorprendere subito gli avversari con le conclusioni di Ronaldo e Bentancur, murate dalla difesa inglese come fa Bonucci sul tentativo di Martial. La squadra di Allegri fa girare bene la palla e al 12' c'è già il primo giallo del match: se lo prende Matic per un'entrataccia a metà campo su Dybala. I bianconeri non si fanno però intimorire e riescono ben presto a chiudere i 'Red Devils' nella loro metà campo, spinti da un CR7 molto attivo: per il portoghese altro destro impreciso e poi un'ottima sponda per Khedira, anticipato al momento di tirare. E dopo una punizione calciata sulla barriera da Alexis Sanchez, il tedesco ci riprova al 32' ma il suo destro è troppo centrale per impensierire De Gea. Il portiere spagnolo deve invece superarsi due minuti dopo per neutralizzare un velenosissimo tiro-cross di Cuadrado e al 36' viene salvato dal palo su una girata di Khedira, pescato solo in area da Ronaldo che - dopo un "passaggio" dell'evanescente e svogliato Pogba a Szczesny - ci riprova invano nel minuto di recupero che chiude il primo tempo. Si va così al ripososullo 0-0 e con la Juventus che recrimina anche per una trattenuta di Shaw su Cuadrado in area non sanzionata al 12' dall'arbitro rumeno Hategan.

CAPOLAVORO CRISTIANO - La ripresa inizia senza cambi e ad accendere l'Allianz Stadium è Mandzukic, che si alza dalla panchina per iniziare il riscaldamento osannato dai tifosi. I 'Red Devils' intanto sembrano ora più aggressivi e portano subito al tiro Martial (palla fuori di poco), ma la Juve reagisce immediatamente con Dybala fermato però dal secondo legno della serata bianconera: dopo il palo di Khedira, stavolta è la traversa a respingere il pallone sul fantastico sinistro a giro della 'Joya'. Dopo un quarto d'ora arriva il primo cambio del match e lo fa Allegri, ma ad entrare non è Mandzukic: a rilevare uno stanco Khedira è infatti Matuidi, che si piazza alla sinistra di Pjanic con Bentancur che va dall'altra parte. E al 65' lo United viene colpito: lancio in verticale di Bonucci in versione Pirlo e destro al volo di Ronaldo, che si sblocca e segna così il suo primo gol da juventino in Champions League (l'ultima rete in Europa l'aveva segnata con il Real proprio contro i bianconeri al Bernabeu, nel finale del ritorno dei quarti su un calcio di rigore che fece imbufalire Buffon e compagni). Il portoghese esulta e mostra gli addominali allo Stadium che è ora una bolgia e gli inglesi rischiano di capitolare di nuovo al 67', ma De Gea è bravo ad allungarsi per neutralizzare il piatto di Pjanic servito dallo scatenato CR7.

MOU LA RIBALTA - Mourinho corre ai ripari e getta nella mischia Rashford al posto di un deludente Lingard (70'), ma è ancora Pjanic a mettergli i brividi con un destro dal limite fuori misura. Ancora più clamoroso l'errore di Cuadrado, che al 75' ruba palla e va in fuga ma dopo uno scambio con Ronaldo calcia incredibilmente alto a due passi dalla porta. Lo United adesso è alle corde e ancora Pjanic prova a mandarlo definitvamente al tappeto dalla lunga distanza: palla alta. Il tecnico portoghese comunque non si arrende e - dopo un tiro a lato di Rashford - al 79' ridisegna la squadra tentando il tutto per tutto: fuori Herrera e Sanches, dentro Mata e Fellaini per passare al 4-2-3-1. Una doppia mossa che dà frutti immediati e porta prima a un cross insidioso di Martial deviato da Szczesny, e poi a una punizione dal limite conquistata da Pogba: sulla palla va proprio Mata che col sinistro la piazza all'incrocio e fa 1-1. E come se non bastasse, dopo una conclusione sballata di Dybala, al 90' succede l'incredibile: punizione dalla sinistra per gli inglesi calciata da Young, pazza carambola in area bianconera e autorete di Alex Sandro dopo un tocco di Bonucci. Inutile anche l'ingresso di Mandzukic (fuori Cuadrado al 92'): lo Stadium è ormai ammutolito e dopo il triplice fischio inizia lo show di Mourinho, che si porta la mano all'orecchio sfidando i tifosi bianconeri ed esce "scortato" dal suo staff e dai suoi giocatori tra i rimproveri di Bonucci e Bentancur.
Giuliano De Matteis
CDS

Cska-Roma 1-2, Di Francesco a un passo dagli ottavi: in gol Manolas e Pellegrini
Sigurdsson risponde al colpo di testa del greco ma poi i russi rimangono in dieci e s'inchinano alla rete dell'azzurro



MOSCA - Dopo le amnesie del campionato, arriva puntuale il ricostituente chiamato Champions. A Mosca la Roma bissa il successo dell’Olimpico contro il Cska e si porta ad un passo dal traguardo degli ottavi. Gli uomini di Di Francesco non estirpano tutte le fragilità tipiche dell’ultimo periodo ma riescono comunque a ottenere un successo pesante per il morale e in chiave qualificazione.

LAMPO MANOLAS - Nessuna sorpresa nell’undici di partenza giallorosso: Fazio viene preferito a Juan Jesus, Florenzi gioca sulla linea degli attaccanti con Kluivert dall’altra parte. Nel Cska si rivede in porta Akinfeev dopo la squalifica ma il ritorno del capitano russo è da incubo: dopo 220 secondi di partita esce male sul corner di Pellegrini e si fa anticipare da Manolas che di testa timbra la sua prima rete in questa edizione della Champions. Il gol indirizza subito il match perché il Cska prende il controllo delle operazioni e la Roma attende sorniona. Al 18’ la prima ipotesi di replica russa è affidata al destro potente di Vlasic, fuori bersaglio di un paio di metri. Passano 7 minuti e i padroni di casa tentano di fotocopiare il gol degli avversari: Bijol si traveste da Manolas ma la traiettoria è troppo centrale per impensierire Olsen, alla 50esima presenza in Champions.

FLORENZI MANCA IL RADDOPPIO - Dopo una lunga fase di contenimento, al 29’ la Roma si riaffaccia nella metà campo avversaria con un’occasione colossale: Florenzi recupera il pallone a centrocampo e dialoga con Kluivert che inventa un filtrante per mettere il compagno davanti al portiere. Sembra tutto apparecchiato per lo 0-2 ma il capitano giallorosso inciampa al momento della conclusione. Qualche secondo dopo Kolarov inventa una punizione insidiosa, la palla rimbalza davanti ad Akinfeev che respinge ma Dzeko manda alle stelle il tap-in di sinistro. I giocatori di qualità che il Cska propone sulla trequarti sono difficili da arginare: al 40’ Oblyakov salta con un tunnel Manolas che poi recupera e mura la conclusione. La palla s’impenna e Schennikov, entrato poco prima al posto dell’infortunato Fernandes, spedisce la palla sopra la traversa.

BOTTA E RISPOSTA - La Roma inaugura la ripresa con un altro lampo di Kluivert: questa volta il beneficiario del filtrante è Dzeko che però abbatte con la conclusione l’unico difensore tra sé e il portiere. E’ il preludio al gol del pareggio del CSKA: al 51’ Akhmetov parte in scorribanda tagliando il campo fino al limite dell’area dove scorge Sigurdsson che anticipa Santon e infila Olsen. La gara torna in discesa per i giallorossi al 56’ quando l’ennesima iniziativa di Kluivert viene fermata con un fallo da Magnusson che si becca il secondo ineccepibile giallo. In superiorità numerica gli uomini di Di Francesco si riversano in avanti e riabbracciano subito in vantaggio: Cristante calamita un pallone al limite e calcia male. La palla sfila Dzeko e finisce nella disponibilità di Pellegrini che, in sospetto fuorigioco a causa del tocco del bosniaco, controlla di destro e buca Akinfeev di sinistro.

KLUIVERT SHOW - Kluivert è ineluttabile e al 62’ inventa il terzo potenziale assist della sua serata: Dzeko non è proprio in serata e dopo essersi creato lo spazio in maniera macchinosa, recapita una palla docile al portiere avversario. Dopo il gol del 1-2 Pellegrini vorrebbe chiudere i conti al 67’ con il passaggio vincente su punizione per Fazio ma la zuccata dell’argentino tramonta a pochi centimetri dal palo. Il Cska non si arrende mai e lotta con caparbietà anche in 10’: il furetto Oblyakov, classe 1998, prova a capitalizzare le incertezze giallorosse al 76’ ma fa tutto bene tranne il tiro di sinistro. Dopo aver immesso Under al posto di Kluivert, a otto minuti dal gong al posto di Pellegrini entra anche Zaniolo che inietta subito vivacità all’attacco. Il forcing del Cska nel finale è scevro di fiammate ma solo il triplice fischio scaccia definitivamente la paura. Ora i giallorossi devono trasferire l’intensità europea nell’alveo italiano e la gara di domenica contro una Samp in crisi sembra il trampolino ideale per rilanciarsi prima della sosta.
CDS

martedì 6 novembre 2018
Champions League, Napoli-Psg 1-1: Insigne risponde a Bernat
Altra grande prestazione della squadra di Ancelotti, che con un rigore del fantasista reagisce allo svantaggio e strappa un punto che la porta in vetta al Gruppo C insieme al Liverpool e a +1 sui francesi



NAPOLI - Un giorno all'improvviso il Napoli di Ancelotti si scopre grande tra le grandi e primo in classifica dopo quattro partite nel girone forse più equilibrato e avvincente della Champions League. A chi non erano bastate la vittoria al San Paolo contro il Liverpool (sconfitto nel pomeriggio a Belgrado dalla Stella Rossa) e la grande prestazione sfoderata sul campo del Psg, Insigne e compagni hanno dato un'altra dimostrazione di forza fermando di nuovo le stelle parigine. Un pareggio diverso da quello ottenuto in Francia, quando gli azzurri erano stati beffati da una perla di Di Maria nel recupero. Un 1-1 stavolta agguantato in rimonta e con carattere, cuore, intelligenza e qualità, alternando praticità ed estetica, ripartenze e scambi stretti, sciabola e fioretto.

FUORI CAVANI - Nessuna sorpresa da Ancelotti, che conferma la stessa formazione del Parco dei Principi e lo stesso camaleontico 4-4-2. Un modulo in cui il terzino destro Maksimovic è quasi un centrale aggiunto e sull'altra corsia Mario Rui pronto a ad alzarso sulla linea dei centrocampisti, alter ego dell'altro esterno Callejon mentre in mediana c'è Fabian Ruiz a fare densità con capitan Hamsik e Allan, chiamati a coprire e a recuperare palla per innescare il tandem offensivo tutto tecnica e fantasia composta da Insigne e Mertens. Cambio di pelle invece in casa francese, dove Tuchel abbandona la difesa a quattro per riproporre il 3-4-3 visto nella ripresa del match giocato a Parigi: in porta torna Buffon dopo le tre giornate di squalifica rimediate nella passata stagione dopo il rosso al 'Bernabeu' con la Juventus, in regia c'è Verratti affiancato da Draxler e nel tridente è Di Maria a dar man forte a Neymar e Mbappé con il grande ex Cavani inizialmente in panchina.

NEYMAR FA PAURA - Il copione sembra subito diverso rispetto alla sfida di due settimane fa, con il Napoli che aspetta l'avversario per evitare di concedere spazio ai fenomeni del Psg e cercare di pungere in contropiede o con improvvisi cambi di gioco. Il primo a provarci è Verratti, che al'8' viene murato e poco dopo rischia invece di combinarla grossa consegnando il palone a Mertens: il belga cerca però un improbabile tiro dai 60 metri invece di servire Insigne che con i francesi scoperti aveva di fronte a sé una prateria. Gli azzurri mostrano compattezza e applicazione ma il Psg fa paura, soprattutto con un ispirato Neymar che dopo un bello scambio con Di Maria serve con il tacco Meunier, troppo timido quando prova il passaggio di ritorno (con l'ex Barcellona ormai in fuorigioco) invece di calciare in porta. Il brasiliano prova allora a fare tutto da solo poco dopo, quando va via in slalom e viene fermato sul più bello dalla chiusura combinata di Mario Rui e Koulibaly.

BEFFA PRIMA DEL RIPOSO - Il centrale senegalese - dopo i tentativi fuori misura di Callejon, Mbappé e Mertens - è poi strepitoso al 28' in tackle su Mbappé che interrompe poi la ripartenza di Allan beccandosi il giallo, "imitato" da Kehrer che falcia Callejon in un'azione che porta al tiro Fabian Ruiz dal limite (sinistro sballato). La parata facile di Ospina sulla girata centrale di Di Maria (36') e il salvataggio di Thiago Silva su una bella girata di Insigne (45') sembrano gli ultimi sussulti del primo tempo ma 10" oltre il minuto di recupero concesso Kuipers il Psg passa: è Mbappé a seminare il panico a sinstra e a vedere l'inserimento in area di Bernat, che pur in caduta riesce a beffare Ospina. I napoletani protestano e si accende una mischia intorno all'arbitro che ammonisce Fabian Ruiz, reo di aver calciato via il pallone dopo il duplice fischio.

LA REAZIONE - Si va al riposo con il Psg avanti di un gol ma al rientro (nessun cambio) è un altro Napoli, aggressivo e coraggioso. Spinta dalla carica dei suoi tifosi la squadra di Ancelotti chiude gli avversari nella propria metà campo e inizia ad assediare Buffon che in pochi minuti viene chiamato in causa da Mertens: prima con un destro incrociato (assist di Fabian Ruiz) e poi con un pallonetto velenoso. E quando non ci arriva Super Gigi sono Kehrer a salvare la porta parigina sui tentativi ravvicinati di Callejon e di un Mertens ora scatenato. Il San Paolo è una bolgia e i francesi sembrano alle corde: fuori di poco il sinistro di Fabian Ruiz (55'). Il pericolo per gli azzurri è quello di scoprirsi come accade al 56', ma Albiol è bravo a temporeggiare su Neymar e Allan è fenomenale nel rientrare su Mbappé, come poco dopo è strepitoso Buffon a salvarsi d'istinto evitando l'autorete di Meunier sul ribaltamento di fronte.

SAN PAOLO IN FESTA - Il Napoli però ha ormai sconfitto la paura, si riversa di nuovo in attacco e al 61' arriva il meritato pareggio: Insigne inventa d'esterno per Callejon che anticipa Buffon e viene steso dal portiere conquistandosi il calcio di rigore, sul dischetto va 'Lorenzo il Magnifico' e la piazza all'angolino dove l'ex juventino non può arrivare. E sull'1-1 arrivano anche le prime mosse dei due tecnici: Ancelotti getta nella mischia Zielinski (71') e Hysaj (76') al posto di Fabian Ruiz e di Maksimovic, Tuchel risponde inserendo Kimpembe (73') e Cavani (77') per Meunier e Di Maria. Ferito nell'orgoglio il Psg cerca una reazione ma il Napoili regge anche se all'83' perde Mertens, costretto a lasciare i posto a Ounas per un problema alla spalla. Grande però il brivido che corre sulla schiena dei tifosi partenopei all'85', quando Mbappé - pescato solo nel cuore dell'area azzurra da Kehrer - spreca incredilmente un rigore in movimento calciando a lato con il destro. Il Psg tira fuori gli artigli (gialli a Verratti e a Neymar) e chiude con quattro punte (dentro anche Choupo-Moting per Kehrer al 92'), ma il Napoli tiene fino al 94' e al triplice fischio dell'olandese Kuipers può festeggiare insieme al suo fantastico pubblico un pareggio che vale oro colato: in vetta al Gruppo C - a pari punti col Liverpool e a +1 sui francesi - c'è ora la squadra di Ancelotti. E la qualificazione agli ottavi non sembra più un sogno irraggiungibile.
Giuliano De Matteis
CDS

Clamoroso a Belgrado, Liverpool sconfitto 2-0 dalla Stella Rossa! Brugge corsaro a Monaco
Incredibile tonfo degli uomini di Klopp che cadono sotto i colpi di uno scatenato Pavkov e riaprono i giochi nel girone. Poker belga nell'altro match



ROMA - Poteva essere la gara che chiudeva i giochi del girone, e invece il Liverpool cade incredibilmente a Belgrado con la Stella Rossa. Un match gestito benissimo dalla squadra serba, brava a trovare il doppio vantaggio alla mezz'ora e a mantenerlo senza mai vacillare. Ben organizzata e solida, la retroguardia serba ha rischiato pochissimo, confermando le buone sensazioni della prima giornata quando anche il Napoli impattò sul muro biancorosso. Il 2-0 favorisce Ancelotti, che in caso di successo con il Psg scavalcherebbe proprio il Liverpool prendendosi la testa del girone a +2. Nell'altra gara del match, risponde il Brugge all'ultima chiamata per rimanere nell'Europa che conta. Il match da dentro o fuori contro il Monaco viene nettamente vinto dai campioni di Belgio, che passeggiano sugli avversari condannando Henry, alla prima panchina in Champions, a raccogliere la terza sconfitta della sua gestione.

GRUPPO C
STELLA ROSSA-LIVERPOOL 2-0: 22', 29' Pavkov (S),
Clima come sempre infiammato al Rajko Mitic Stadium di Belgrado, dove il Liverpool, poco incline all'emozione, prova a fare la gara senza però trovare l'imbucata giusta. Chi la trova è lo Stella Rossa, che capitalizza come meglio non si potrebbe i pochi spazi lasciati dalla retroguardia Reds. Il doppio vantaggio dei padroni di casa si concretizza in pochi minuti e porta la firma di Pavkov: prima prende il tempo alle torri Reds e di testa buca Alisson, poi alla mezz'ora si inventa un destro capolavoro da fuori area che si infila nell'angolino. Lallana e Arnold provano, senza riuscirci, a scuotere i compagni, ma il Liverpool è senza idee e nel secondo tempo riesce a rendersi veramente pericoloso solo con un paio di conclusioni di Salah, una delle quali si stampa sul palo. Klopp frena e raccoglie così la seconda sconfitta in questa edizione.

GRUPPO A
MONACO-BRUGGE 0-4: 12', 17' Vanaken (B), 24' Wesley (B), 85' Vormer (B)
Alla ricerca disperata dei tre punti, i monegaschi affrontano i campioni del Belgio. È un grande avvio quello del Monaco, Falcao e Diop si rendono subito pericolosi nelle prime fasi del match ma a passare in vantaggio è il Brugge. Vanaken sfrutta al massimo il velo di un compagno e brucia Benaglio per l'1-0, prima di trasformare un dubbio calcio di rigore. A Tielemans è affidata la reazione dei padroni di casa, ma sono ancora gli ospiti ad andare in rete con Wesley, il suo destro sul palo lontano al termine di una ripartenza perfetta vale il 3-0. Il poker arriva a 5' dalla fine e porta la firma di Vormer, che chiude definitivamente i giochi e condanna Henry.
Matteo Carnevale
CDS

Champions League, Inter-Barcellona 1-1: Icardi risponde a Malcom
Grande finale a San Siro: all'83' segna il brasiliano appena entrato, quattro minuti dopo arriva il pareggio del capitano. Spalletti conquista un punto d'oro in ottica qualificazione



MILANO - Di fronte a quasi 74 mila spettatori (incasso storico per San Siro) l'Inter strappa contro il Barcellona un punto d'oro in ottica qualificazione al termine di una gara di totale sofferenza con un finale da fantascienza. Il muro nerazzurro regge a fatica l'urto di un Barcellona privo di Messi ma non per questo orfano di talento. I catalani giocano meglio, creano di più, tengono costantemente il possesso palla ma non riescono mai a sfondare fino all'83' quando il neo entrato Malcom supera Handanovic. Sembra fatta per la squadra di Valverde che però non considera il fattore I. Passano quattro minuti e capitan Icardi riequilibra tutto con una zampata delle sue. E' il gol che manda in estasi San Siro e consegna nelle mani di Spalletti un 1-1 preziosissimo. Il cuore di questa Inter è davvero infinito.

PRIMO TEMPO - C'è un dato che più di tutti spiega il primo tempo di Inter-Barça: 35 a 65. E' la percentuale di possesso palla. Un valore imbarazzante a favore dei catalani che, di fatto, spengono subito sul nascere le velleità nerazzurre. Il Barcellona, senza l'ex Rafinha confinato in panchina, domina il campo e fa passare 45 minuti da incubo a Handanovic che, per fortuna dei padroni di casa, è reattivo e in palla. Dall'altra parte Ter Stegen avrà come unico impegno quello di non farsi venire il raffreddore. I blaugrana dialogano che è un piacere con l'ex Coutinho fra i più attivi sulla trequarti. Dembélé si crea nel primo quarto d'ora due palle gol importanti, poi si sveglia Suarez che in almeno tre circostanze esalta i riflessi di super Handa. L'Inter non c'è, a cominciare da Icardi al quale non arriva nemmeno un pallone giocabile. L'Handanovic show prosegue su Rakitic prima e Jordi Alba poi. Le sue manone arrivano ovunque a mantere il match in equilibrio. Il centrocampo interista soffre terribilmente l'ossessivo possesso avversario e corre spesso a vuoto senza avere mai la possibilità di rubare palla e ripartire. Nainggolan, non ancora al 100%, gioca tra le linee ma non trova mai la posizione giusta costringendo il confusionario Vecino agli straordinari. Spalletti urla a vuoto, la sua Inter nel primo tempo soffre e resta in perenne apnea.

RIPRESA - Il secondo tempo recita lo stesso spartito. Il Barça continua a dettare il gioco, l'Inter cerca di tamponare. I nerazzurri, in realtà, in apertura hanno un paio di chance con Perisic che sulla sinistra mette in area palloni giocabili che prima Vecino e poi Icardi non riescono a sfruttare a dovere per scarsa lucidità. Al 60' il Barcellona crea un'altra grande occasione con Suarez che innesca Rakitic da solo davanti a Handanovic: il centrocampista si fa ipnotizzare dal portiere sloveno che ancora una volta salva la baracca. Tre minuti più tardi Spalletti toglie l'esausto Ninja per inserire Borja Valero. Lo spagnolo offre maggiore copertura lì in mezzo e al 64' è Politano a trovare la prima vera chance per l'Inter con un colpo di testa su assit di Perisic a lato di poco. E' il primo squillo nerazzurro di questa partita. Il Barcellona negli ultimi 20 minuti rallenta e permette all'Inter qualche pericolosa ripartenza. Valverde corre ai ripari e nel finale inserisce il fischiatissimo ex Juve Vidal. La stanchezza prende il sopravvento e le due squadre finiscono per rallentare i ritmi. All'82' entrano Malcom da una parte e Candreva dall'altra. Il brasiliano del Barça diventerà un minuto dopo il protagonista del match con una ripartenza condotta da Coutinho e finalizzata proprio dall'attaccante, bravo a fulminare di sinistro Handanovic. L'1-0 arriva nel momento peggiore del match con l'Inter visibilmente stanca. Spalletti si gioca l'ultimo cambio inserendo Lautaro Martinez per Brozovic. L'ingresso del 'toro' regala una scossa ai padroni di casa che all'87 arrivano all'incredibile pareggio. L'attaccante mette in area un tiro cross prolungato da Vecino: sulla palla sui avventa Icardi che prima stoppa il pallone e poi con una grande girata sotto misura fulmina Ter Stegen facendo impazzire di gioia San Siro. E' un finale incredibile che regala ai nerazzurri un punto d'oro in ottica qualificazione. Il Tottenham, vincente in rimonta con il Psv in extremis, resta lontano tre lunghezze. Con il Barça quasi irraggiungibile a 10 punti, per l'Inter sarà decisivo non perdere a Londra il prossimo 28 novembre.
Simone Zizzari
CDS

mercoledì 24 ottobre 2018
Psg-Napoli 2-2: Di Maria trova il gol del pareggio al 93'
Grande prova della squadra di Ancelotti, che va in vantaggio due volte. In pieno recupero il sinistro a giro dell'argentino beffa Ospina



NAPOLI - Il Napoli incanta al Parco dei Principi con una prova da grande squadra fatta di sofferenza e cinismo, e per un soffio non porta a casa la vittoria. Il gran gol di Di Maria al 93' rovina in parte la serata agli azzurri. Il pareggio fa male perchè arrivato a una manciata di secondi dalla fine, ma è comunque un buon risultato. I campioni parigini, tra cui il probabile pallone d'oro Mbappè, il fenomeno Neymar, e il grande ex Cavani hanno rischiato di andare al tappeto contro il maestro Ancelotti, che di grandi sfide di Champions se ne intende più di tutti. Il suo Napoli ha tanta personalità, sa soffrire e affondare il colpo al momento giusto. Gli Azzurri sono ancora imbattuti in Champions anche se lasciano al Liverpool il primo posto nel girone.

MERTENS TITOLARE - Ancelotti presenta al Parco dei Principi la stessa squadra che ha incantato e vinto contro il Liverpool, con una piccola differenza in attacco. Tocca a Mertens giocare accanto a Insigne. Per il belga è la prima da titolare in Champions. Il Psg risponde con una batteria di attaccanti che farebbe venire i brividi a chiunque: Cavani, Neymar, Mbappè, Di Maria. Il Napoli però non si fa intimorire per niente. Subisce la pressione dei padroni di casa soltanto nei primi minuti, ma ne esce alla grande mettendo la partita sui binari giusti con un atteggiamento da grande squadra. Al 3' Cavani ostacola Neymar al momento del tiro e gli fa anche male. Il brasiliano stringe i denti e rientra, anche se avverte dolore. L'avvio del match, come detto, è tutto del Psg: al 7' Cavani ci prova al volo su cross di Neymar ma non inquadra la porta. Al 17' altra occasione per il Matador, che calcia su Ospina.

CHE GOL INSIGNE - Il Napoli resiste e poi risponde alla grande: al 24' su cross di Mario Rui, Mertens trova la deviazione giusta ma centra la traversa. Il gol arriva cinque minuti dopo ed è una perla di rara bellezza. Verticalizzazione perfetta di Callejon e tocco sotto di Insigne a scavalcare Areola in uscita. Il Psg accusa il colpo e il Napoli continua a giocare alla grande. Insigne è scatenato e va vicino al raddoppio in un paio di occasioni.

Il Napoli chiude il primo tempo meritatamente in vantaggio. Nella ripresa la squadra ridisegnata da Tuchel con la difesa a tre comincia subito a spingere e Ancelotti deve rinunciare presto a Insigne per un colpo allo sterno. Al suo posto entra Zielinski. La partita prende un'altra piega. Il Psg attacca con più forza e mette in difficoltà il Napoli, che nel primo tempo ha speso tanto. Al 61' arriva il gol del pareggio, con uno sfortunata deviazione nella propria porta di Mario Rui su cross di Meunier. È la prima rete subita dal Napoli in questa Champions. La squadra di Ancelotti prova a rialzare la testa e al 67' ci prova con un destro a giro di Mertens che esce di poco. Al 76' Cavani lascia il posto a Draxler. Un minuto dopo il Napoli torna avanti grazie a Mertens, che approfitta di un intervento goffo di Marquinhos sulla conclusione di Fabian Ruiz e batte Areola con grande freddezza. All'84' Mertens rischia di beffare Areola di testa, poi lascia il posto a Milik. Il Napoli si difende bene e concede pochissimo, ma in pieno recupero il Psg trova il pareggio con un grandissimo tiro di sinistro a giro di Di Maria.
Valerio Minutiello
CDS

Barcellona-Inter 2-0, Rafinha e Jordi Alba ipotecano il 1° posto
L'ex nerazzurro prende il posto di Messi e indirizza il match con un gol nel primo tempo. Nel finale il raddoppio dell'esterno



BARCELLONA - Se era una prova di “Messidependencia”, come l’hanno ribattezzata in Spagna, allora il Barcellona l’ha passata a pieni voti. I catalani ipotecano il primo posto nel girone piegando l’Inter con l'autografo del sostituto di Leo, nonché ex più atteso della sfida. Rafinha indirizza il match capitalizzando un gran primo tempo dei catalani e nella ripresa Jordi Alba mette in ghiaccio un match in cui l’Inter può sicuramente evidenziare alcune cose positive nonostante il ko.

BOTTA E RISPOSTA - Spalletti opta per 3 cambi rispetto al derby: dentro Candreva, Miranda e D’Ambrosio. Bastano 140 secondi ai nerazzurri per generare un primo flebile pericolo: il pressing induce al rinvio sbagliato Ter Stegen, sul pallone si catapulta Perisic che tenta vanamente di beffare il tedesco da lontano. La replica blaugrana viene affidata a Coutinho: destro a giro pretenzioso da 25 metri, palla altissima. L’Inter lascia le chiavi dell’andatura agli avversari ma quando accelera, è pungente: al 16’ Perisic disegna un bel cross rasoterra da sinistra, Icardi anticipa Ter Stegen spedendo sopra la traversa di poco. Il ping pong continua senza soluzione di continuità: passano pochi secondi e Handanovic sbarra la strada d’istinto all’incornata di Lenglet.

GOL DELL’EX - Le mareggiate del Barcellona salgono d’intensità e al 32’ travolgono i nerazzurri: Suarez si traveste da Messi e inventa un assist incredibile d’esterno per Rafinha che ringrazia e infiocchetta il gol dell’ex. L'1-0 non cambia la dinamica di gioco: i catalani irretiscono gli avversari con una ragnatela infinita di passaggi ma sporadicamente lasciano affiorare le proprie fragilità. Al 38’ prova ad approfittarne Vecino che raccoglie una respinta della difesa e inventa un missile potente che si alza troppo. Il primo tempo tramonta con un’altra chance nitida: Coutinho affresca la punizione dal limite, la deviazione di Miranda spiazza Handanovic ma la sfera termina sul fondo.

EFFETTO POLITANO - A inizio ripresa Spalletti prova a vivacizzare l’attacco con Politano al posto di Candreva. L’ex Sassuolo semina subito il panico nell’area blaugrana: sul suo tiro-cross velenoso destinato in porta, Ter Stegen è superlativo nell’annullare la minaccia. Al 52’ ancora protagonista il neo entrato: tacco geniale dal limite di Icardi, Politano da ottima posizione spara alto.

SUPER HANDA - Dopo 10 minuti di sofferenza riappare il Barcellona: Suarez inventa una scorribanda partendo da sinistra ma il suo tiro è troppo centrale e Handanovic disinnesca senza badare troppo allo stile. Il portiere sloveno è invece provvidenziale qualche istante dopo quando Asamoah sbaglia il colpo di testa e apparecchia uno scenario idilliaco per Lenglet che dimostra di non avere il killer instinct dell’attaccante.

DENTRO LAUTARO - Al 63’ c’è spazio per l’esordio in Champions di Martinez che rileva Borja Valero. Il cambio non sposta il pallino del gioco che è sempre del Barça: al 65’ Suarez tenta una punizione rasoterra ma sbatte sul corpo di Brozovic che si era sdraiato dietro la barriera. L’Inter trema ancora al 71’: dopo una parata di Handanovic su Suarez, Coutinho stampa il pallone sulla traversa. Entra anche Keita per Perisic e ci prova con un colpo di testa debole al 78’ su cross di D’Ambrosio.

IL SIGILLO DI JORDI ALBA - Le squadre si disuniscono e si moltiplicano i rovesciamenti: a 8’ dalla fine Rakitic prova ad affrescare con il sinistro a giro mancando il bersaglio di un paio di metri. E’ il preludio del gol che chiude definitivamente la contesa: Busquets illumina con una verticalizzazione Jordi Alba che taglia la difesa dell’Inter e fredda Handanovic. Il 2-0 fotografa in maniera abbastanza fedele quello che si è visto in campo anche se i nerazzurri non hanno sicuramente sfigurato. E’ un ko abbastanza indolore per Spalletti che arriva al giro di boa del girone con 5 punti di margine su Tottenham e Psv. Nel ritorno basteranno 5 punti per blindare la qualificazione ma dopo la sfida del Camp Nou il primo posto sembra una chimera.
CDS

Champions League, Salah regala il primato a Klopp. Goleada Dortmund, ok il Porto
L'egiziano con una doppietta fa 50 reti in 65 presenze con la maglia dei Reds e permette al Liverpool di scavalcare il Napoli. Il Dortmund dilaga con l'Atletico



ROMA - Si chiude con una giostra di gol questa terza giornata di Champions League. Liverpool e Dortmund si prendono le vette in solitaria dei rispettivi gironi grazie alle goleade ai danni di Stella Rossa e Atletico Madrid. Nel gruppo D il Porto approfitta dello stop dello Schalke 04 in casa del Galatasaray per staccare i tedeschi di due punti e portarsi in testa al girone. Nelle gare del pomeriggio raccolgono un punto che non accontenta nessuno Psv-Tottenham e Brugge-Monaco.

Gruppo A
BRUGGE-MONACO 1-1: 31' Sylla (M), 39' Wesley (B)
Partita bella e divertente con continui ribaltamenti. Il Brugge ci prova con più insistenza a inizio gara e al quarto d'ora passerebbe in vantaggio con Wesley se il direttore di gara non annullasse, giustamente, per fuorigioco. I monegaschi faticano ad affacciarsi in avanti ma quando lo fanno sono pericolosi: Raggi sfiora il vantaggio, Sylla lo concretizza poco dopo finalizzando un' imbucata di Golovin. Vantaggio esterno che dura però appena otto minuti quando il Brugge con Wesley, questa volta in posizione regolare, trova la rete del meritato pareggio di testa.

BORUSSIA DORTMUND-ATLETICO MADRID 4-0: 38' Witsel (B), 73' Guerreiro (B), 83' Sancho (B), 89' Guerriero (B)
Il Dortmund raccoglie un'importante vittoria in chiave qualificazione, con la quale stacca l'Atletico di tre punti confermandosi capolista. Partita ricca di gol quella di Dortmund: al 38' è un lampo di Witsel a sbloccare il risultato con un destro dal limite area imparabile per Oblak. L'Atletico ci prova con insistenza nella ripresa e sfiora il pareggio con Saul - palla che si stampa sull'incrocio - prima che Guerriero (doppietta) e Sancho calino il sipario sul match mettendo il risultato in banca.

Gruppo B
PSV-TOTTENHAM 2-2: 29' Lozano (P), 39' Lucas Moura (T), 55' Kane (T), 87' De Jong (P)
Ottimo inizio degli uomini di Van Bommel che, dopo essersi difesi dai ripetuti tentativi di Kane, prima sfiorano il gol del vantaggio con una punizione a giro di Pereiro, poi lo trovano alla mezz'ora con Lozano dopo una dormita di Alderweireld su un retropassaggio. Gli Spurs non ci stanno e dopo un gol ingiustamente annullato a Sanchez per fuorigioco, è Lucas Moura a regalare il pareggio ai suoi. Gli ospiti tremano a fine ripresa con la traversa colpita da Pereiro, ma passano nella ripresa grazie a un colpo di testa del solito Kane. Ma non è finita qui perchè Lloris si fa espellere all'80' lasciando i suoi in 10: il Psv ne approfitta al massimo e con De Jong trova la rete del 2-2 a tre minuti dalla fine.

Gruppo C
LIVERPOOL-STELLA ROSSA 4-0: 20' Firmino (L), 45', 51' Salah (L), 80' Manè (L)
Il Liverpool approfitta del pareggio tra Psg e Napoli trovando tre punti fondamentali per prendersi la vetta del girone. Dopo un'iniziale fase di studio in cui lo spettacolo latita, ci pensa Firmino a regalare la prima emozione del match portando avanti il Liverpool dopo un'azione insistita da Robertson. Il colpo del ko a cavallo tra i due tempi è - nemmeno a dirlo - firmato dall'uno-due di Salah, che fa così 50 reti in 65 presenze. I reds dilagano nel finale grazie a Manè che sigla il definitivo 4-0 dopo aver sbagliato in precedenza un calcio di rigore.

Gruppo D
LOKOMOTIV MOSCA-PORTO 1-3: 26'Marega (P), 35' Herrera (P), 47' Corona (P)
Un avvio di gara all'insegna dei calci di rigore quella di Mosca: se da un lato Casillas azzecca l'angolino e neutralizza Fernandes per il possibile vantaggio russo, dall'altro la freddezza e la precisione di Marega regalano l'1-0 al Porto. La squadra di Conceicao gioca bene e alla mezz'ora trova il raddoppio con un colpo di testa di Herrera, reso però vano appena 180 secondi dopo da Aleksey Miranchuk che vale la prima rete della Lokomotiv in questa Champions e riapre la gara. Ci pensa allora Corona in avvio di ripresa a  ristabilire per il Porto il doppio vantaggio e ad archiviare il match.

GALATASARAY-SCHALKE 04 0-0:
Appiate a 3 e 4 punti, ad Istanbul va in scena uno dei match più promettenti di giornata. Galatasaray e Schalke decidono però di non farsi male accontentandosi di un punto ciascuno che rimanda alle prossime giornate il discorso qualificazione. L'occasione più nitida del match è del Galatasaray che si vede giustamente annullare dal direttore di gara un gol per fuorigioco.
Matteo Carnevale
CDS

martedì 23 ottobre
Champions, Manchester United-Juventus 0-1: decide il gol di Dybala al 17’
Prestazione gigante della squadra di Allegri nel primo tempo: i pericoli arrivano nella ripresa con il palo di Pogba. Nel finale Mourinho risponde a distanza ai tifosi bianconeri mimando il gesto del triplete



MANCHESTER (Inghilterra) – Sul palcoscenico del ‘Teatro dei Sogni’ il petto gonfio della Juventus si eleva, casomai ce ne fosse ancora bisogno, a serissima pretendente di quest’edizione di Champions League. Dybala - che chiude un altro personale capitolo del suo romanzo di formazione dopo la tripletta allo Young Boys - fa capitolare lo United di Mourinho confezionando l’1-0 finale dopo aver sfruttato l’azione dell’emozionato Ronaldo, tornato lì dove in fretta e furia è diventato il più grande tra i grandi. Nella squadra di Allegri funziona tutto, almeno nel primo tempo: una macchina perfetta nei 30 minuti iniziali, un essere umano con i dovuti cali fisiologici nella ripresa e con qualche pericolo di troppo (vedi il palo di Pogba) ma al triplice fischio di Mazic la missione è compiuta: primato in solitaria del Gruppo H a +5 su Mourinho, che inizia la serata raggiugendo l’Old Trafford a piedi causa traffico e la chiude battibeccando con i tifosi bianconeri mostrando le tre dita, a rammentare il triplete vinto sulla panchina dell’Inter.

TODA JOYA – Che sia una delle Juventus più belle da inizio stagione lo si capisce sin dalle prime battute che costringono José Mourinho, stasera immerso in un dolcevita total black come il suo umore, a restare senz’armi sulla propria panchina ad assistere al predominio e ai movimenti perfetti della squadra di Allegri: il Manchester per quasi mezz’ora è vincolato a inseguire nel tentativo di spezzare in ogni modo il gioco degli avversari, che brillano per intelligenza e personalità e vanno avanti al 17’ con il gol di Dybala alla presenza numero 150 in bianconero. L’alba dell’1-0 è la manifestazione di CR7: dal portoghese nasce il traversone intercettato dalla difesa di Mou e messo dentro dal facile tap-in della Joya. Qualche timida ripartenza dei Red Devils arriva sul finale dei primi 45 minuti ma è prontamente rimessa in ordine dalla doppia occasione firmata Ronaldo-Matuidi, messa in salvo dai guantoni di De Gea.

IL TRIPLETE DI MOU – Al 52’ le geometrie juventine mandano in visibilio i tifosi e portano al violento destro di CR7, ancora una volta smanacciato dal miracoloso intervento del portiere spagnolo. Ma adesso è lo United a prendere piede: Matuidi si becca il giallo per un duro intervento ai danni di Young, Pogba lascia partire una botta dalla distanza che si abbatte su Szczesny e sul palo. Allegri corre ai ripari inserendo Bernardeschi e (soprattutto) Barzagli per Dybala e Cuadrado passando alla difesa a tre, il risultato è il tentativo di Martial che fortunatamente per i bianconeri è facile preda del portiere polacco. Nei minuti di recupero si riaccende la rivalità tra Juventus e Inter, stasera nelle vesti di José Mourinho: i tifosi intonano cori non proprio eleganti nei confronti dello Special One e la risposta è un “3” mimato con la mano. Chiaro riferimento allo storico triplete del 2010.
Adriano Lo Monaco
CDS

Champions League, Roma-Cska Mosca 3-0: che doppietta per Dzeko!
La squadra di Di Francesco domina i russi e torna a convincere dopo il blackout contro la Spal. L'attaccante bosniaco protagonista assoluto nella 150ª presenza in giallorosso: due gol e un assist sul tris di Under



ROMA - Mettete l'inno della Champions, aggiungeteci il rientro di De Rossi e Manolas, condite il tutto con lo scintillante ritorno di Edin Dzeko. La ricetta vincente della Roma è pronta. Lo psicodramma contro la Spal? Un ricordo lontano. La squadra fragile e priva di attributi di tre giorni fa all'Olimpico? Un lontano parente. L'Olimpico ostile? Sette vittorie di fila in Europa dicono il contrario... Questa Roma è quella che vorrebbero vedere sempre i suoi tifosi. Bella, cinica, cattiva, aggressiva, capace di divorarsi un avversario sceso in campo da capolista e uscito demolito nel gioco e nella prestazione. Il 3-0 finale è la perfetta sintesi di un match mai in discussione. E dire che l'attacco di stasera era lo stesso schierato con la Spal. Misteri della fede romanista. Le novità al via, c'è da dirlo, non mancano. Con Pastore e Perotti ai box, Kolarov inizialmente in panchina e Kluivert fuori gioco a due ore dalla partita per un risentimento muscolare, Di Francesco rispedisce in campo il Faraone in avanti, Manolas al centro della difesa e Santon sulla sinista. A guidare la mediana c'è di nuovo lui, capitan De Rossi, al fianco di Nzonzi. La Roma gioca con il 4-2-3-1 mentre il Cska alza le barricate con un minaccioso e super blindato 5-4-1.

PRIMO TEMPO - L'inizio di gara è tutto dei russi che spaventano subito Olsen con un tiro di Chalov dalla distanza ben deviato in angolo dal portierone svedese. La Roma ci mette un po' a carburare e nell'attesa dello sprint si regala una chance con Pellegrini che non approfitta di un rinvio sballato del giovane portiere Pomazun calciando in tribuna. Il Cska ha un'altra chance al 12' con il tarantolato Vlasic che prova un diagonale dalle ottime intenzioni che ancora una volta di scontra contro il muro svedese eretto da Olsen. La sveglia per i padroni di casa la suona Dzeko al 22' con una girata di destro alta di poco. Non passa nemmeno un minuto ed è De Rossi di testa a sfiorare il vantaggio. Il gioco della squadra di Di Francesco si sviluppa soprattutto sulla destra dove l'asse Florenzi-Under funziona a meraviglia. Il gol è nell'aria e arriva allo scoccare della mezz'ora grazie ad una triangolazione straordinaria fra Pellegrini ed El Shaarawy con tap-in vincente a pochi passi dalla porta di Dzeko. Per il bosniaco - 150ª presenza con la Roma - è una conferma di quanto l'aria della Champions sia salutare per il suo rendimento. Quando sente quella musichetta Edin si trasforma. A conferma di questo assunto c'è il bis che l'attaccante concede al 43' con un perfetto diagonale di destro su assist di El Shaarawy. E sono cinque reti in due partite (capocannoniere di coppa assieme a Messi) o, se preferite, 80 gol (22 dei quali in Champions) con la maglia romanista.

RIPRESA - Il secondo tempo suona lo stesso spartito del primo con la Roma autoritaria e assoluta padrona del campo. Al 48' è subito Florenzi a sfiorare il gol del mese con un destro di esterno collo di rara bellezza fuori di un nulla. E' solo l'anticamera del tris giallorosso che arriva due minuti più tardi. Florenzi lancia, Dzeko (ancora lui) fa la sponda di testa per Under che in piena area russa insacca sotto il sette.  Il festival capitolino potrebbe continuare ma per un quarto d'ora gli uomini di Di Francesco tirano il fiato concedendo qualche ripartenza di troppo al Cska che al 57' infila Olsen con Nababkin: gol annullato per un evidente fuorigioco dell'esterno. Di Fra toglie l'acciaccato Pellegrini al 67' (buona la sua prova, come dimostrano gli applausi dei tifosi all'uscita) e rilancia Cristante. I russi ci provano con tiri velleitari dalla distanza che non fanno nemmeno il solletico all'attenta retroguardia guidata con personalità dal rientrante Manolas. Dzeko al 73' sfiora il poker (e la seconda tripletta consecutiva in Champions) di testa ma la mira è sbagliata di poco. Ad un quarto d'ora dalla fine si rivede anche Kolarov che prende il posto di Under e Schick che fa rifiatare De Rossi. I minuti passano senza eccessivi sussulti - clamorosa chance per Manolas all'88' a parte - fino al triplice fischio del greco Sidiropoulos. L'Eurofestival romanista va avanti senza intoppi (esordio a Madrid a parte): otto gol in due partite e vetta del girone G condivisa con il Real Madrid. I due punti di vantaggio sul Cska in classifica sono un tesoro inestimabile in vista del freddo ritorno russo del prossimo 7 novembre.
Simone Zizzari
CDS

Champions League, il Valencia fa un regalo alla Juve. Vincono Bayern e Real, vola il City
I ragazzi di Marcelino non vanno oltre l'1-1 a Berna con lo Young Boys, i bavaresi sbancano Atene grazie all'uno-due di Javi Martinez e Lewandowski. 2-1 merengues col Plzen, 3-0 di Guardiola a Donetsk



ROMA - Sorride la Juventus, vittoriosa all'Old Trafford col Manchester United, grazie all'inaspettato pareggio del Valencia a Berna con lo Young Boys. Un punto guadagnato, più che due persi, per i ragazzi di Marcelino, alla luce della mole di pericoli creati dalla compagine svizzera nel corso della ripresa, dopo un brutto primo tempo. Torna alla vittoria anche in Europa, dopo averlo fatto in Bundesliga, il Bayern Monaco di Niko Kovac, e lo fa grazie ad un micidiale uno-due in soli 120 secondi, che premia uno sterile dominio per oltre un'ora di gioco ed offusca le tre occasioni fallite, in contropiede, dall'Aek Atene. In serata, agevole vittoria del Manchester City a Donetsk con lo Shakhtar, mentre, nel girone della Roma, un Real Madrid sempre più in crisi di gioco, supera a fatica il modesto Viktoria Plzen tra i fischi del Bernabeu. Due episodi al 92' complicano il cammino di Lione e Benfica, lanciano l'Ajax e regalano un lumicino di speranze all'Hoffenheim.

Ore 18.55
GIRONE E: AEK ATENE-BAYERN MONACO 0-2
Soffre il Bayern Monaco, ancora lontano dalla versione schiacciasassi cui ci ha abituati nel corso degli anni, tornando ad evidenziare qualche ruggine soltanto apparentemente mitigata dalla vittoria in campionato col Wolfsburg, dopo un mese complicato. Nella bolgia dello Spiros Louis Olympic Stadium di Atene, però, ai bavaresi basta un uno-due ravvicinato poco dopo l'ora di gioco, con Javi Martinez e Lewandowski per domare un coraggioso Aek, per tre volte vicinissimo al vantaggio. Il Bayern domina nel possesso palle e produce trame di gioco degne del proprio blasone, ma Robben, James Rodriguez, Gnabry e lo stesso gigante polacco peccano talvolta di precisione nell'ultimo messaggio, talaltra di cinismo sotto porta. Il controllo totale del centrocampo ed il possesso palla schiacciante, tuttavia, trasmettono la sensazione che siano i tedeschi i maggiori accreditati a trovare la zampata giusta, che arriva grazie ad un episodio, figlia di un rimpallo che mette lo spagnolo ex Bilbao nella condizione ideale di battere Barkas. Nell'azione del raddoppio lampo, poi, è la discesa di Rafinha che squarcia la difesa greca, servendo al numero 9 del Bayern il tap-in facile facile che chiude l'incontro.

GIRONE H: YOUNG BOYS-VALENCIA 1-1
Muove la classifica lo Young Boys, dopo le sconfitte rimediate con Manchester United e Juventus, si complica non poco la vita il Valencia che, con soli due punti, dovrà tifare stasera la squadra di Allegri per tenere gli inglesi nel mirino, in ottica qualificazione agli ottavi. Gli spagnoli provano sin dalle prime battute a tenere il pallino del gioco in mano, non senza difficoltà. Il primo squillo del match porta la firma dell'italiano Piccini, fresco di esordio in azzurro, ma la prima vera occasione è del club di Berna con Sulejmani che impegna Neto. Batshuayi si carica i suoi sulle spalle, ergendosi al ruolo di catalizzatore di tutte le (poche) azioni manovrate valenciane: per due volte la furia del belga è frenata dal fuorigioco, poi, al 25', l'ex Chelsea difende di fisico un filtrante di Soler e batte Wolfli, portando i suoi in vantaggio. Lo Young Boys si scompone ed il Valencia ha il grande demerito di non chiudere la partita, perché nella ripresa il copione cambia totalmente. I padroni di casa scendono in campo con un piglio differente, verve ed intensità fanno da cornice ad una convinta ed ostinata ricerca del pareggio, immediatamente evidente e premiata nel giro di dieci minuti, col calcio di rigore trasformato da Hoarau. La reazione spagnola è frenetica e disordinata, sono piuttosto gli svizzeri ad andare vicini alla rete che sarebbe valsa tre punti. La più clamorosa all'87', col palo colpito a botta sicura da Sanogo.

Ore 21
GIRONE E: AJAX-BENFICA 1-0
Ci prova in tutti il Benfica, in lotta con Bayern Monaco ed Ajax stesso per i primi due posti nel girone E di Champions League, ma l'avvincente sfida se la portano a casa i lancieri al 92' grazie ad una sassata di Mazraoui deviata da Grimaldo. Gli olandesi mantengono così la vetta della classifica in coabitazione con i bavaresi, portandosi a +4 sul Benfica, in attesa della gara-bis all'Estadio do Sport di Lisbona. I ragazzi di Rui Vitoria partono subito fortissimo, con Rafa Silva al 2' (miracolo di Onana) e Alex Grimaldo al 5', il club di Amsterdam gioca di rimessa e l'occasione più ghiotta nasce dai piedi del solito Dollberg. Stesso copione nella ripresa, con opportunità importanti da ambo le parti, ma con lieve predominanza lusitana. Fino all'episodio, ad un passo dal riposo, che potrebbe cambiare irrimediabilmente le sorti del girone.

GIRONE F:
HOFFENHEIM-LIONE 3-3
Succede di tutto alla Wirsol Rhein-Neckar-Arena di Sinsheim, dove l'Hoffenheim pareggia in maniera pirotecnica col Lione. I francesi salgono a 5 punti, col Manchester City che gli strappa la vetta e ringrazia. I tedeschi agganciano invece lo Shakhtar a quota 2, continuando ad alimentare le proprie speranze di una qualificazione in Europa League. Il Lione passa in vantaggio al 26' con Traoré, che sfrutta nel migliore dei modi il clamoroso suicidio della difesa avversaria. L'Hoffenheim, poi, ribalta la situazione con la doppietta di Kramaric, ma è un fuoco di paglia. Errori gravissimi nel pacchetto arretrato, a questi livelli, si pagano cari, e se il 2-2 di N'Dombele è un gesto tecnico importante, il controsorpasso di Depay nasce da un'imperdonabile svarione di Akpoguma. Ma è una gara che regala emozioni in quantità industriali e l'ultima perla arriva al 92', quando Joelinton, in sospetto fuorigioco, trafigge Lopes, chiudendo il match sul 3-3.

SHAKHTAR DONETSK-MANCHESTER CITY 0-3
Archivia agevolmente la pratica ucraina il Manchester City di Pep Guardiola, andato al riposo già col doppio vantaggio, frutto delle reti di David Silva al 30' e di Laporte nove minuti più tardi. Alla luce del pareggio fra Hoffenheim e Lione, la conquista della vetta della classifica del girone F è cosa fatta. Partita mai davvero in discussione e la traversa colpita dal capitano spagnolo già al 3' palesa uno squilibrio tecnico abissale fra le due forze in campo. Pressoché nulla la pressione dei ragazzi di Paulo Fonseca, le cui sporadiche sortite offensive vengono agevolmente arginate dalla difesa del City. Nella ripresa, gli 'Sky Blues' legittimano il successo continuando ad attaccare, seppur a ritmi più bassi, e trovano il tris con Bernardo Silva al 70' (entrato in campo da 30 secondi): va segnalato, tuttavia, come l'azione fosse, a monte, viziata da un tocco di mano di Stones.

GIRONE G: REAL MADRID-VIKTORIA PLZEN 2-1
Rischia, tantissimo, il Real Madrid, ma conquista tre punti fondamentali e, complice la vittoria della Roma col Cska Mosca, vola in testa alla classifica del girone G, proprio in coabitazione dei giallorossi. Decide un colpo di testa di Benzema all'11', per il quattordicesimo anno consecutivo in gol in Champions League, trenta secondi dopo una clamorosa occasione fallita dal Viktoria Plzen. Cechi pericolosi in altre due occasioni nel corso del primo tempo ed uno spazientito pubblico del Bernabeu subissa di fischi le merengues al rientro negli spogliatoi. Fischi che caricano evidentemente il Real, che chiude i giochi in apertura di ripresa, grazie allo scavetto di Marcelo. Così, almeno, sembrerebbe. Per il Viktoria, invece, c'è il tempo di trovare una rete meritatissima, siglata da Hrosovsky al 79' ma, per il miracolo, è troppo tardi.
Giordano Grassi
CDS

SKY o Dazn? Al Napoli restano due partite sulla nuova piattaforma da qui alla fine dell'anno
Comunicato sul sito della Lega il programma degli anticipi e dei posticipi, ma anche delle coperture televisive.


Sul proprio sito la Lega Serie A ha reso noti gli anticipi e posticipi del campionato fino alla 19^ giornata, vale a dire per tutto il 2018. Svelata anche la divisione della copertura televisiva, da quest'anno affidata a Sky e DAZN. Il Napoli da qui alla fine dell'anno sarà soltanto due volte trasmesso su Dazn, di seguito il programma completo:

11ª giornata andata

2/11/2018 Venerdì 20.30 Napoli-Empoli Sky
3/11/2018 Sabato 15.00 Inter-Genoa Sky
3/11/2018 Sabato 18.00 Fiorentina-Roma Sky
3/11/2018 Sabato 20.30 Juventus-Cagliari DAZN
4/11/2018 Domenica 12.30 Lazio-SPAL DAZN
4/11/2018 Domenica 15.00 Chievoverona-Sassuolo DAZN
4/11/2018 Domenica 15.00 Parma-Frosinone Sky
4/11/2018 Domenica 15.00 Sampdoria-Torino Sky
4/11/2018 Domenica 18.00 Bologna-Atalanta Sky
4/11/2018 Domenica 20.30 Udinese-Milan Sky

12ª giornata andata

9/11/2018 Venerdì 20.30 Frosinone-Fiorentina Sky
10/11/2018 Sabato 15.00 Torino-Parma Sky
10/11/2018 Sabato 18.00 SPAL-Cagliari Sky
10/11/2018 Sabato 20.30 Genoa-Napoli DAZN
11/11/2018 Domenica 12.30 Atalanta-Inter DAZN
11/11/2018 Domenica 15.00 Chievoverona-Bologna Sky
11/11/2018 Domenica 15.00 Empoli-Udinese DAZN
11/11/2018 Domenica 15.00 Roma-Sampdoria Sky
11/11/2018 Domenica 18.00 Sassuolo-Lazio Sky
11/11/2018 Domenica 20.30 Milan-Juventus Sky

13ª giornata andata

24/11/2018 Sabato 15.00 Udinese-Roma Sky
24/11/2018 Sabato 18.00 Juventus-SPAL Sky
24/11/2018 Sabato 20.30 Inter-Frosinone DAZN
25/11/2018 Domenica 12.30 Parma-Sassuolo DAZN
25/11/2018 Domenica 15.00 Bologna-Fiorentina Sky
25/11/2018 Domenica 15.00 Empoli-Atalanta DAZN
25/11/2018 Domenica 15.00 Napoli-Chievoverona Sky
25/11/2018 Domenica 18.00 Lazio-Milan Sky
25/11/2018 Domenica 20.30 Genoa-Sampdoria Sky
26/11/2018 Lunedì 20.30 Cagliari-Torino Sky

14ª giornata andata

1/12/2018 Sabato 15.00 SPAL-Empoli Sky
1/12/2018 Sabato 18.00 Fiorentina-Juventus Sky
1/12/2018 Sabato 20.30 Sampdoria-Bologna DAZN
2/12/2018 Domenica 12.30 Milan-Parma DAZN
2/12/2018 Domenica 15.00 Frosinone-Cagliari Sky
2/12/2018 Domenica 15.00 Sassuolo-Udinese DAZN
2/12/2018 Domenica 15.00 Torino-Genoa Sky
2/12/2018 Domenica 18.00 Chievoverona-Lazio Sky
2/12/2018 Domenica 20.30 Roma-Inter Sky
3/12/2018 Lunedì 20.30 Atalanta-Napoli Sky

15ª giornata andata

7/12/2018 Venerdì 20.30 Juventus-Inter Sky
8/12/2018 Sabato 15.00 Napoli-Frosinone Sky
8/12/2018 Sabato 18.00 Cagliari-Roma Sky
8/12/2018 Sabato 20.30 Lazio-Sampdoria DAZN
9/12/2018 Domenica 12.30 Sassuolo-Fiorentina DAZN
9/12/2018 Domenica 15.00 Empoli-Bologna DAZN
9/12/2018 Domenica 15.00 Parma-Chievoverona Sky
9/12/2018 Domenica 15.00 Udinese-Atalanta Sky
9/12/2018 Domenica 18.00 Genoa-SPAL Sky
9/12/2018 Domenica 20.30 Milan-Torino Sky

16ª giornata andata

15/12/2018 Sabato 18.00 Inter-Udinese Sky
15/12/2018 Sabato 20.30 Torino-Juventus DAZN
16/12/2018 Domenica 12.30 SPAL-Chievoverona DAZN
16/12/2018 Domenica 15.00 Fiorentina-Empoli Sky
16/12/2018 Domenica 15.00 Frosinone-Sassuolo Sky
16/12/2018 Domenica 15.00 Sampdoria-Parma DAZN
16/12/2018 Domenica 18.00 Cagliari-Napoli Sky
16/12/2018 Domenica 20.30 Roma-Genoa Sky
17/12/2018 Lunedì 20.30 Atalanta-Lazio Sky
18/12/2018 Martedì 20.30 Bologna-Milan Sky

17ª giornata andata

22/12/2018 Sabato 12.30 Lazio-Cagliari DAZN
22/12/2018 Sabato 15.00 Empoli-Sampdoria Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Genoa-Atalanta Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Milan-Fiorentina Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Napoli-SPAL Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Parma-Bologna Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Sassuolo-Torino Sky
22/12/2018 Sabato 15.00 Udinese-Frosinone DAZN
22/12/2018 Sabato 18.00 Chievoverona-Inter Sky
22/12/2018 Sabato 20.30 Juventus-Roma DAZN

18ª giornata andata

26/12/2018 Mercoledì 12.30 Frosinone-Milan DAZN
26/12/2018 Mercoledì 15.00 Atalanta-Juventus Sky
26/12/2018 Mercoledì 15.00 Bologna-Lazio DAZN
26/12/2018 Mercoledì 15.00 Cagliari-Genoa Sky
26/12/2018 Mercoledì 15.00 Fiorentina-Parma Sky
26/12/2018 Mercoledì 15.00 Sampdoria-Chievoverona Sky
26/12/2018 Mercoledì 15.00 SPAL-Udinese Sky
26/12/2018 Mercoledì 18.00 Roma-Sassuolo Sky
26/12/2018 Mercoledì 18.00 Torino-Empoli DAZN
26/12/2018 Mercoledì 20.30 Inter-Napoli Sky

19ª giornata andata

29/12/2018 Sabato 12.30 Juventus-Sampdoria Sky
29/12/2018 Sabato 15.00 Chievoverona-Frosinone Sky
29/12/2018 Sabato 15.00 Empoli-Inter Sky
29/12/2018 Sabato 15.00 Genoa-Fiorentina DAZN
29/12/2018 Sabato 15.00 Lazio-Torino Sky
29/12/2018 Sabato 15.00 Parma-Roma DAZN
29/12/2018 Sabato 15.00 Sassuolo-Atalanta Sky
29/12/2018 Sabato 15.00 Udinese-Cagliari Sky
29/12/2018 Sabato 18.00 Napoli-Bologna Sky
29/12/2018 Sabato 20.30 Milan-SPAL DAZN
AREANAPOLI

Torna ai contenuti